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sabato 13 luglio 2013

Il bacio del mare


Ricordate quest'immagine qui accanto?
In questa favolosa foto che ha fatto il giro del mondo e che segna la fine della seconda guerra mondiale, un marinaio bacia la prima donna che gli capita davanti, un'infermiera, in una Times Square di 65 anni fa.
Questo bacio così spontaneo e genuino oggi è diventato realtà.
A Civitavecchia, Steward Johnson, lo stesso scultore che ha realizzato la Marilyn Monroe gigante a Chicago, ha creato una nuova scultura: questa volta si è ispirato proprio alla foto del marinaio e ha plasmato un'opera d'arte meravigliosa.
Alta 9 metri e con un peso di 60 tonnellate, la scultura è stata soprannominata Il bacio del mare e ricorda tanto tutti quei marinai che, prima di ogni missione, lasciano la propria amata, con la speranza di rivedersi dopo qualche mese.


martedì 2 luglio 2013

5 Luglio 2013 - Tavolo Informativo Ipercoop, Taranto



 
Venerdì 5 Luglio, dalle ore 18,00, in collaborazione con l'A.P.E.Onlus, saremo presenti nella Galleria Ipercoop (Centro Commerciale Mongolfiera) per informare e sensibilizzare i cittadini su una patologia molto diffusa e altrettanto sconosciuta: l'ENDOMETRIOSI.

I disturbi riconducibili a questa malattia sono legati al dolore cronico, in particolare durante i rapporti sessuali, il ciclo mestruale e durante l'ovulazione, a ricorrenti coliche intestinali e cistiti, infertilità, mal di testa e a volte acne.

In Italia circa 3 milioni e mezzo di donne in età fertile, (1 donna su 8, per non contare chi ne è affetta inconsapevolmente e chi attende ancora una diagnosi che può giungere anche dopo dieci anni), sono affette da “endometriosi”, malattia complessa originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero, endometrio, in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino. L’endometriosi è una malattia subdola che se non diagnostica tempestivamente provoca infiammazioni croniche, aderenze ed infertilità. Gli effetti collaterali associati alla malattia impediscono spesso una normale vita sociale, familiare ed anche professionale.

Facciamo un appello a chiunque dovesse riconoscersi nei sintomi, o a chi riconosce un’amica o una parente, a raggiungerci nel giorno indicato, perché per una malattia per cui non esiste una cura definitiva, l’unico modo per arginare i danni è essere informati. La diagnosi precoce può evitare l’infertilità.

Il comitato Taranto LIDER e le volontarie Laura Epifani, Lucia Pinto, Chiara Chiochia e tutte coloro vorranno aiutarci, vi aspettano per un'informazione e una parola di conforto.

mercoledì 26 giugno 2013

Incantevole Venezia


Venezia, la città dell'arte, della malinconia e del prestigio: questo straordinario scenario architettonico si sorregge su un arcipelago d'isolette, separate da una rete di Canali valicati da circa 400 ponti, un tempo di legno, poi sostituiti con altri in pietra, tutti ad arco. Il canale principale, che forma la maggiore arteria cittadina, è il celebre Canal Grande: valicato da tre grandi ponti, che ha la forma di una gigantesca 'S' rovesciata e divide la città in due parti disuguali a loro volta suddivise in sei sestieri: Cannareggio, San Marco e Castello sulla riva sinistra; Santa Croce, San Paolo e Dorsoduro su quella destra del canale. La viabilità acquatica, con gondole, barche, vaporetti, motoscafi, barconi, che fungano da taxi e mezzi di trasporto per persone e merci, prevale decisamente sul sistema di circolazione terrestre, costituite da poche vie principali e da un intrico di "calli", anguste e tortuose, che si sviluppano tra canali, rii, campi (piazze adiacenti alle chiese), campanili e fondamenta (vie che fiancheggiano i canali) che quasi mai sono percorribili con auto o moto. La singolarità dell'ambiente si spiega con la sicurezza che la posizione offriva dagli attacchi del mare e dei nemici: di fatto Venezia fu fondata da alcuni nuclei di profughi di Spina, Andria e Aquileia in seguito alla calata degli Unni nel V secolo d.C. Governata dai "Tribuni marittimi" e poi dal Doge sotto la protezione dell'impero bizantino, nel IX secolo la città divenne un gran porto commerciale, con una funzione di collegamento tra i mercati d'oriente ed occidente attraverso l'Adriatico: ma il suo predominio commerciale  si trasforma ben presto anche in prestigio militare. In pochi anni riuscì a dominare tutte le coste orientali dell'Adriatico spingendosi fino all'Oriente colonizzando territori e assicurandosi mercati di gran rilievo, rivaleggiando sul mare con Genova e le altre repubbliche marinare per affermare il proprio incontrastato dominio. prima i turchi, che scalzarono i veneziani da molte colonie orientali, e poi i fermenti della rivoluzione francese incrinarono questo perfetto governo aristocratico dove commercio e forza militare si sostenevano a vicenda. Nel 1797 una Venezia ormai molto indebolita, è assoggettata dal trattato di Campoformio all'Austria e, solo in seguito, è annessa all'Italia. Il Canal Grande, soprattutto se percorso in battello, offre una rapida visione d'insieme dei palazzi più belli di Venezia: dall'Accademia alla Cà d'Oro, dal Casinò al Palazzo della Biennale, dall'Università alla Chiesa della Salute fino al celeberrimo Ponte di Rialto, per arrivare a piazza San marco, dove il canale si apre e forma un'ampia molto ansa molto ariosa. La piazza, cuore di Venezia e simbolo dei veneziani, è un gioiello architettonico, una delle piazze più belle d'Italia, un miracolo in trachite e pietra d'Istria. Qui si
svolgevano un tempo le cerimonie religiose e civili e le magiche feste del Carnevale. I caffè ed i negozi che la circondano sono tutt'ora un vivace punto d'incontro della città. Di particolare rilievo è la lavorazione del vetro che è prodotta nell'isola di Murano da numerose aziende artigiane, maestre nella produzione di vetro soffiato e cristalli artistici. Molto bella è difficilissima, è la produzione delle così dette "murrine", decorazioni artistiche nelle quali il vetro colorato è soffiato e tagliato all'interno di globi di vetro limpido con grande maestria e straordinaria precisione. D'estremo interesse e poi la produzione dei merletti. Gli specchi veneziani, realizzate con le tecniche antiche, foglia d'argento su una lastra di vetro, arricchiti di cornici, sempre in vetro, dalle forme sinuose, plastiche e svolazzanti, continuano ad essere prodotti in numerosi laboratori artigianali.

sabato 1 giugno 2013

Roma e i Romani



...sul lungo Tevere
Vi ho mai parlato della mia formazione professionale?
Beh, poco importa, perché voglio raccontarti dove mi sono formata: a Roma.

Il bacio del mare

Qui in Puglia, non ci sono molti corsi da seguire, così li ho fatti tutti a Roma...e di Roma me ne sono innamorata.
Non voglio raccontarvi della solita pappardella sul Colosseo, i Fori Imperiali o la Fontana di Trevi, ma voglio raccontarvi della vera Roma e i Romani!


Scorcio di Trastevere




Il primo impatto che ho avuto con questa grande città è stato indimenticabile. Ricordo ancora le palpitazioni quando sono entrata a Termini: la gente t'investiva con la sua fretta e il suo continuare a guardare l'orologio, ho pensato: "Eterni ritardatari?"...come Eterna è la loro città.
 
Cartelli a Trastevere
Cartelli a Trastevere
La carrellata di bar, tavole calde e negozi fanno da contorno alle valigie e i troller che scorrono lungo i corridoi affollati. Poi una lunga e immensa vetrata, altrove Piazza Cinquecento. Da lì comincia la vera Roma: le straordinarie chiese, le fontane e i monumenti storici sono la meta di molti turisti, ma io ho notato un'altra Roma: quella dei Romani, quella di Trastevere, quella della gente buona che incontri sul tram e gli chiedi informazioni, e poi ti salutano e ti dicono: "Ti vengo a trovare" e lo fanno sul serio, perché a loro poco importa che ti conoscono, a loro importa che tu non sia sola e ti senti a tuo agio in questa meraviglia in cui vivono.


Trattoria tipica Trasteverina
Porchetta

E' bella Roma. Sono belli i borghi, gli angoli, le antiche botteghe, i cartelli che appendono per far turismo... questa è Roma... la semplicità la schiettezza di gente che si sente Romana.


Roma è questa...Quella che vedete nelle foto!
 
 

 
Fontana dei borghi
 


Queste sono solo poche foto scattate. Ho preso le più significative e care al mio ricordo. Ho voluto darvi un assaggio invitandovi a non innamorarvi dei grandi monumenti, ma della sua storia, la sua cucina, della gente e la semplicità. 

sabato 11 maggio 2013

Il dolore dell'Endometriosi


Carissime donne,
donne come me...
... donne con Endometriosi...
Ho voluto scrivervi tramite il mio blog perché non c'è la faccio più.
Dopo questa nottata, ancor più faticosa di tutte le altre, ho voluto accendere il computer e raccontarvi quello che sto passando, perché non ho altri punti di sfogo che questo spazio creatomi, perché tal volta la gente non comprende davvero la gravità della malattia, perché spero che le autorità politiche e sanitarie si sensibilizzano e si rendano conto della grande difficoltà che viviamo ogni giorno.
La mia storia la conoscete. Il 7 febbraio 2012 mi sono operata di Endometriosi, IV stadio. Il mio medico ha preferito una struttura specializzata, Lecco, perché in Puglia non ci sono mezzi e strumenti per poter affrontare un intervento così complicato. Grazie alla fiducia che ho riposto il mio medico mi ha salvato dalla terribile condanna della stomia (l'ano artificiale, quello che volgarmente chiamano busta).
Ora, ha distanza di un anno risento gli stessi sintomi, precisamente da fine gennaio che ho continui dolori, emorragie e stanchezza eccessiva, soprattutto quando torno da lavoro.
Il 28 febbraio ho avuto la certezza che l'Endometriosi si è riformata e da poco ho scoperto che si è ramificata in varie parti del corpo... come un anno fa!
Ditemi voi se si può vivere così...
Mi alzo la mattina, ringrazio Dio di avermi dato la forza per farlo, anche se hai passato una notte  difficile, insonne dai dolori, legata a quel letto a cercare posizioni che ti diano refrigerio, a pregare che finisca presto e di addormentarmi perché le gambe e l'addome ti pesano, e la tua pancia è la tortura più insopportabile che puoi avere attaccata al corpo. "Maledetto corpo!" Dici "Un giorno arriverà il momento che ti sostituirò! Per una sera che passi con gli amici il giorno dopo mi riduci una pezza!".
Che fatica non stare bene.
Poi, mi alzo per andare a lavorare, e prego Dio che non succeda nulla che mi dia fastidio. Prego sempre che le cose che farò non siano inerenti al piegarmi in due, a salire scale di continuo, a prendere pesi, a non affaticarmi. Questa è la mia giornata lavorativa: pregare Dio di non affaticarmi troppo perché arrivo così stanca che nemmeno una doccia e una dormita mi rigenera, perché so che mi aspetta una notte di fatica e dolore. Ma nella sventura ho la fortuna di avere colleghi molto umani e comprensivi e mi vietano di prendere pesi e piegarmi più volte. Sono davvero molto fortunata.
Mi alzo per sistemarmi casa, ma i dolori cronici sono insopportabili, e siccome sai che devi affrontare una giornata lavorativa e sai che devi rendere, trascuri il tuo sogno, cioè una casettina confortevole. Ma, sempre grazie a Dio, arriva tuo marito che ti rasserena e ti dice: "Non preoccuparti per casa. Stai a letto, non fare sforzi". Così arrivano i rinforzi, mia madre e mio fratello si occupano di me e della casa.
Che grande dono che ho. E mi chiedo come fanno quelle donne che non hanno nessuno? Che non hanno un lavoro sicuro? Che non hanno un marito comprensivo come il mio? Come fanno?
Ma vi rendete conto di quello che passiamo noi donne quando i focolai si infiammano, e prendiamo solo antidolorifici che dopo sei ore non hanno più effetto?... Vi rendete conto che abbiamo bisogno di aiuto! Aiuto concreto! E non le semplici espressioni buttate al vento? Vi rendete conto?
Alcuni mi chiedono: "Ma come è il dolore dell'Endometriosi?".
Secondo voi è il caso di descriverlo?
Secondo voi è il caso di dirvi il calvario che provo giorno dopo giorno? E' il caso di dirvi di far finta di niente se vedi il sole? E' il caso di dirvi di far finta di essere malata davanti quella gente ignorante, gretta e falsa? E' il caso di dirvi che sei l'ultima della lista quando cerchi aiuto dai medici e dal pronto soccorso incompetente? E il caso di dirvi il dolore psicologico che provo?
Tutto questo non è la descrizione di un dolore di Endometriosi?
Lux
 

domenica 21 aprile 2013

La Primavera

Siamo molto indietro quest'anno con le fioriture. Il tempo ci ha regalato pochissime giornate di sole.
La natura comunque segue il suo corso e le prime corolle nonostante tutto si sforzano di regalare profumi e colori...

La primavera, cosi' come ogni altra stagione e' un vero maestro di vita.
Noi esseri umani, possiamo imparare tanto da Madre Natura e mettere in pratica i suoi saggi consigli silenziosi ma ben visibili.
Ecco 5 saggi consigli  dalla Primavera:

Risveglio
Le piante, i fiori che consideravamo "morti" in inverno, come risvegliati da una forte energia di Luce rinascono in primavera.
Un albero non penserebbe mai di far nascere le sue foglie d'inverno, quando non c'e' il clima e l'energia necessaria.
Impariamo a cogliere al momento giusto l'energia del Risveglio.

Pazienza
Bisogna imparare a lasciare che le cose accadono al momento giusto.
Quando il momento propizio giunge, le cose nasceranno da se', senza bisogno di lotte e di preoccupazioni. Sono inutili le pressioni per fare nascere qualcosa prima del tempo, in quanto ogni cosa ha bisogno del suo momento e della sua energia.
Ricominciare da capo

La Primavera ci ricorda che c'e' sempre la possibilita' di ricominciare da capo. Dopo l'inverno dormiente, una nuova Primavera da' la possibilita' a tutti i fiori di rinascere.
Accettare il cambiamento

Il cambio delle stagioni ci comunica con armonia che nulla e' per sempre e che ogni albero, ogni fiore attua un cambiamento a secondo della stagione in cui vive, cambiando con essa e non contro di essa.
Non perdere l'occasione
Nessun fiore rifiuta di nascere in primavera, poiche' l'occasione di questa energia di rinascita altrimenti non si presentera' piu' per un altro anno.
Quando e' il tuo momento, spogliati delle tue paure e lascia che il tuo fiore interiore possa sbocciare.
Enjoy !!

giovedì 18 aprile 2013

Aprire finestre di futuro

Il buongiorno si vede da... #sticazzi!!! Si può dire in un blog? O me lo oscureranno?
Poco importa quando dentro non riesci ad aprire finestre di futuro.
Cosa mi offre questo paese?
Non ho mai saputo rispondere e vedere risposte a questa domanda. L'unica cosa che noto e il mio piccolo che sta diventando un grande problema. Solo in alcune giornate, dove ,magari un incontro o una telefonata, ti fanno aprire  quella inaspettata finestra sul futuro, ma immediatamente si chiude  per aprire quelle delle delusioni.
Varie finestre sono chiuse e non so quando si riapriranno. Si aspetta un'era migliore, un momento migliore, o magari delle giornate migliori.

mercoledì 17 aprile 2013

Vivere questo compleanno

Oggi è il mio compleanno, ma non ho voglia di festeggiare. La mia luna sta cambiando, sarà l'endometriosi che mi ha cambiato. Quest'anno odio festeggiarlo, odio festeggiare qualcosa che non ha un perchè.
L'anno scorso ho avuto tanti motivi per farlo, ma ora no. Sento solo quella rabbia che mi sale dentro e che non riesco a reprimere, a calmare. Nemmeno evocare Dio serve ad addolcire il mio dolore.
Non è giusto che questa mia pena inizi quando mi sveglio e non finisca quando vado a letto!
Oggi festeggio il mio compleanno?
Nemmeno sotto colpi di pistola mi convinceranno a farlo. La mia testa è troppo impegnata altrove. Eppure faccio le differenze. Le differenze di soli dodici mesi e le sue giornate positive, e mi dico: non si può vivere di pochi giorni di felicità...
Potrei concentrare la mia vita altrove e vivere di cose dove ne vale la pena farle, ma non riesco a trovare sbocco a questo buio che mi ha invaso l'anima.
Si dice che per ogni stella in cielo che brilla una lo faccia per te... non capisco perchè sia coperta da nuvole...

lunedì 8 aprile 2013

Evocare la primavera

Cosa bisogna fare per chiamare la primavera?
Questa bella stagione non si decide mai ad arriva. Tutta la penisola è invasa da getti di mal tempo, e col il tempo anche il nostro umore non decide di cambiare. L'aria è sempre così lunatica che sembriamo essere ancora secchi e bui come l'inverno, che in teoria deve essere passato, ma in pratica...

domenica 31 marzo 2013

Buona Pasqua

Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore nella
quiete perfetta dei campi, nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota, nell'unità di cuore e di mente di un'assemblea di persone che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia, dove ti cerco e spesso ti trovo.
Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione e nell'inspiegabile gioia di coloro la cui vita è tormentata dal dolore.
Ma non sono riuscito a trovarti nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente il dramma della tua passione redentrice, e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata dal grigiore della mia autocommiserazione.
Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede.
Madre Teresa di Calcutta

giovedì 21 marzo 2013

21 marzo: Primavera?

 
Oggi, 21 marzo, è primavera, ma non appare come il classico giorno quete con vento primaverile che sfiora il viso e i capelli. Fuori il cielo nuvoloso minaccia pioggia, e in gran parte d'Italia fa freddo. Il mal tempo incombe e sembra arrivare tardi la bella stagione.
E’ vero, la primavera tarda ad arrivare ma c’è da dire che questo inverno mi ha regalato dei momenti meravigliosi.

Fuori c'è vento e pioggia, ma io penso solo alle cose belle.  Rintanata nella mia cucina, intenta a scrivervi con un arrosto nel forno, un semplice sugo al pomodoro sui fornelli, vivo questa strana giornata affianco la mia finestrella del pozzo luce e aspetto il pranzo, momento armonioso insieme alla cena...

martedì 12 marzo 2013

La genesi della mela

 
Nella mitologia Greca Gaia, la Madre Terra, regalò a Zeus ed Hera un albero carico di mele d'oro nel giorno del loro matrimonio. Vigilato da Ladon, il serpente che non dorme mai, l'albero era stato posto nel giardino delle Esperidi, figlie della Stella della Sera. Le Mele d'Oro di quell'albero divennero il centro di tante, famose storie d'amore, tentazione e corruzione, passando dal rapimento di Elena di Troia, fino al racconto della sconfitta e conseguente matrimonio di Atlanta.
E, come si sa, la Storia non cambia : sia che si parli di Adamo, Iduna, delle Esperidi o di Avalon , l'idea che l'uomo ha del paradiso è rappresentata da un giardino in cui abbondano gli alberi da frutto: la loro irresistibile sensualità e la conseguente, calamitata seduzione.
Per quanto ci è dato sapere i nostri antenati sono sempre stati innamorati della frutta : infatti è l'unico alimento – a parte il latte ed il miele – che la natura ci regala quanto è nella sua forma migliore e la mela, in tutto questo, ha una sua storia particolare : è da sempre associata a simboli anche estremi tra loro. Se da una parte la troviamo a simboleggiare l'amore, la bellezza, la fortuna e la salute, il conforto, e la saggezza, dall'altra la troviamo testimone di tentazione, sensualità e sessualità, virilità e fertilità.
Non stupisce, date le connotazioni sessuali, ma anche romantiche, che le mele venissero considerate l'ideale fine pasto : non solo avevano un sapore squisito ed aiutavano la digestione, ma venivano interpretate come potente afrodisiaco che preannunciava i piaceri del dopo pasto. Nessun dubbio quindi riguardo al fatto che le mele venissero considerate il miglior frutto che la terra potesse regalare e per questo assai ricercate: alberi di mele presero sin da allora il posto che gli spettava nei giardini dei potenti e delle personalità di tutto il mondo.

domenica 17 febbraio 2013

...Un momento per ascoltare


Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti.
Durante questo tempo, poiché era l'ora di punta, era stato calcolato che migliaia di persone sarebbero passate per la stazione, molte delle quali sulla strada per andare al lavoro.
Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò che c'era un musicista che suonava.
Rallentò il passo e si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia.
Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna tirò il denaro nella cassettina e senza neanche fermarsi continuò a camminare.
Pochi minuti dopo, qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma l'uomo guardò l'orologio e ricominciò a camminare. Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni.
Sua madre lo tirava, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista.
Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini.
Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi.
Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un momento.
Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari. Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, ne' ci fu alcun riconoscimento.
Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo.
Suonò uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari.
Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari.
 Questa è una storia vera. L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone. La domanda era: "In un ambiente comune ad un'ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?".
 Ecco una domanda su cui riflettere: "Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?"
Tratto da un articolo americano, il "Washington Post"

sabato 9 febbraio 2013

❤❤❤ 17/12/2012 ❤❤❤

E' passato più di un mese dal giorno del mio matrimonio e dentro sento ancora l'emozione di quei momenti magici.
Difficile raccontare tutto quello che è successo. Mentre percorrevo la navata della chiesa, dentro di me, pensavo che quello che provavo in quel momento non li avrei mai più vissuti, e desideravo  non finisse mai.
Ho goduto ogni istante vissuto di quel giorno, consapevole che non averrà mai più e il ricordo rimarrà sempre nel mio cuore.
La cerimonia, momento prezioso della festa, è stata intima, carismatica e sentita.
Dopo la camminata al braccio di mio padre tutto si è  svolto in brevissimo tempo, tanto da non farmi rendere conto di nulla. Durante la cerimonia non mi sembrava vero di avere molte persone alle mie spalle. Mi sentivo sola col il mio futuro sposo, il celebrante e la mia famiglia.
E' stato tutto perfetto: la musica, la cantante lirica, il coro, i fiori e l'uscita dalla chiesa con il lancio del riso, un turbinio di emozioni. I saluti con amici e parenti sul sagrato, baci, abbracci e complimenti si sono susseguiti alla velocità della luce non facendomi capire più nulla.
Durante il tragitto per raggiungere il ristorante tutto quello vissuto sembrava quasi irreale, in quel momento, in auto, esistevamo solo noi, i nostri volti sorridenti, i nostri sguardi felici di aver realizzato un sogno.
Il pranzo, l'animazione e il violino ci hanno sviati dal sogno in corso e la conclusione con una torta maestosa, decorata con calle bianche e rose rosa, ci ha semplicemente lasciati senza parole.
Momenti magici per un  giorno da fiaba...❤
 

giovedì 22 novembre 2012

Christmas Butter

burro di natale...
E  si avvicina ancora una volta il Natale.
Per strada i preparativi e nelle case si respira già quella magica atmosfera, anche grazie ai negozi che, con il loro "commercio natalizio", arricchiscono le vetrine per far apparire un anno migliore.
Le cucine sono pronte ad imburrare quella dolce tavola, che sia a pranzo o a cena, non importa,  regna solo la gioia di stare insieme per amore della famiglia.
Il Natale si spalma sulle case e sulla gente come burro morbido e candido.
Oh, il Natale... come ogni anno arriva in punta di piedi per poi sfociare in grande gioia. Ogni anno fa ritornare in mente nuove speranze e nuovi desideri. Ci si raccoglie tutti, in una casa, intorno ad un camino, a delle luci, ad un albero luminoso... tutto fa Natale quando si sta insieme a chi ami.
Si raccontano favole ai bambini, strane storie di uomini che volano in cielo in groppa ad una slitta trainata da renne magiche. E poi, i dolci profumi provenienti dalla cucina.
Il Natale si avvicina, se lo cerchi è già in cucina...La cucina: unica protagonista di questa magica festa.

 

Al di là delle classiche previsioni il Natale costituisce un momento di rinascita: un momento per riflettere su quel che abbiamo fatto e su quel che avremmo potuto fare, su quel che non abbiamo fatto e su quel che non avremmo dovuto fare.
Si avvicina il Natale e forse giunge il momento di adeguare i propri comportamenti ai buoni propositi, convertendo le tendenze negative in tendenze positive, e agendo in maniera da trainare anche la gente attorno a noi, le persone che ci circondano, per dimostrare che con sacrifici e gioia di stare insieme si può arrivare lontano stando vicini.
Perché, se è vero che per costruire ci vuole molto tempo, è altrettanto vero che per distruggere è sufficiente un secondo.
Si avvicina il Natale, allora, e forse per qualche istante, qualche ora o qualche giorno lo stress, la vita frenetica, i mille problemi che quotidianamente ci deprimono e opprimono, dovrebbero essere messi da parte: al bando la voglia di essere sempre e costantemente in competizione con l’unico fine di cercare un benessere esclusivo ed egoistico, al bando il desiderio di prevaricare le altre persone.
Sotto lo sguardo di dicembre cerchiamo di recuperare sguardi, carezze e sorrisi, necessariamente reali e concreti, ma anche semplicemente metaforici.
Si avvicina il Natale, è un moto di gioia pervade l'animo delle persone.

Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l'anno.
(Charles Dickens da "Canto di Natale")

sabato 3 novembre 2012

♥ Si avvicina un sogno...

II giorno più bello della vita di ogni donna, o quasi: il matrimonio.
Che emozione, coronare il proprio sogno, a volte il sogno di una vita intera.
Ma dietro a quell’unico giorno di immensa felicità c’è un’altrettanta immensa e stressante preparazione.
Sognavo il mio matrimonio da quando ero bambina.  L’evento più importante della  vita, il giorno in cui giurerai amore eterno al tuo principe azzurro circondata dagli affetti più cari.
L'emozione è alle stelle...

sabato 22 settembre 2012

Alle porte dell'autunno

Anche quest'anno arriva l'autunno sperimentando la bellezza di questa stagione.
La amo. La sento mia.
In cucina, la sera, chiudo la finestra, segno del fresco vento che inonda le strade.
Ogni anno l'aspetto con trepidazione, la mia ansia piacevole mi porta col pensiero a mondi straordinari fatto di profumi di uva trasformato in mosto, foglie dai colori caldi, di zucche e funghi. Ogni anno coloro la mia tavola di delizie di stagione.
A me e soprattutto a voi auguro un buon autunno.
Buon Autunno ...
... A chi... ancora guarda il mondo con lo sguardo meravigliato di un bambino.  A chi sa aprire il cuore all'amore. A chi dispiega le proprie ali alla scoperta di nuovi cieli. A chi sa ascoltare le parole e ancora di più i silenzi. A chi ha sempre tempo per un abbraccio. A chi ha conosciuto il dolore e proprio per questo ama di più la vita. A chi sa sorridere con gli occhi e col cuore perchè conosce il prezzo delle lacrime. A chi... ha il cuore ferito ma non si stanca di viaggiare verso l'isola che non c'è.  A chi ha un sogno folle nel cassetto. A chi non ha più sogni ma non si arrende e ne cerca ancora.
 E infine buon autunno alle mie anime vicine, che la vita sia dolce con noi e con le persone che amiamo... 
Voglio un autunno rosso come l'amore, giallo come il sole ancora caldo nel cielo, arancione come i tramonti accesi al finire del giorno, porpora come i granelli dell'uva da sgranocchiare. Voglio un autunno da scoprire, vivere, assaggiare.

Piogge autunnali si avvicinano dando il benvenuto a funghi, a foglie vestite di nuovi colori,  a scampagnate in bici ammirando la bellezza trasformata della natura, regalandone meraviglia. L'odore delle castagne arrostite, i primi camini fumanti, il profumo degli agrumi e della cucina casereccia... tutto questo risvegliano i sensi.
Alle porte dell'autunno le ore di luce diminuiscono e si affacciano le prime piogge, può capitare di cadere preda della malinconia.
Ma a cosa rimanda il malumore che nasce nell'uomo davanti al cambiamento delle stagioni?
"Le stagioni invecchiano in fretta o meglio, come dice Antonio Tabucchi in una raccolta di storie, il tempo invecchia in fretta. Le stagioni nel loro succedersi simboleggiano le fasi della nostra vita, ci danno il senso del tempo che passa e ci inducono a meditare sulla nostra finitudine"(...).
E' un eterno ritorno...
Nella ripetitività del mio lavoro e della vita, la percezione del tempo si altera e si congela in un tempo senza età. Mi sento un eterna bambina. Poi all'improvviso la scoperta di una malattia mi spinge ad uscire di casa in un giorno pieno di sole. Per la prima volta,  ho guardato i monti intorno al mio paese e li ho visti bellissimi. Mi sento improvvisamente vecchia e nel sentimento doloroso della scoperta incontro di nuovo la vita".
Ogni anno l'autunno ritorna a mostrare i suoi scenari suggestivi, pieni di nuovi colori. La caduta delle foglie diventa l'emblema della nostra condizione. "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" recita in un unico verso una famosa poesia di Giuseppe Ungaretti. In questo paesaggio ritroviamo i nostri ricordi, rimpianti, rancori, profumi, silenzi, gioie, tristezza. Tutta la tristezza del tempo perduto,  ma questa tristezza è preziosa se saputa ascoltare. Attraverso essa impariamo un po' a morire mentre impariamo a vivere più vicino al ritmo della natura, che è lo stesso che scandisce la vita dell'uomo: libera la nostra mente e ci rende più vivi, in grado di dialogare con noi stessi e con gli altri in un modo nuovo, di stabilire nuove priorità, di riscoprire gli affetti e i rapporti più autentici.


lunedì 17 settembre 2012

La vita di coppia

 
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente,
in cui TUTTO
ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana
 e la chiamo
PERFEZIONE.
 
Vivere con il mio amore, tutti i giorni, nello stesso spazio, è sempre stato il mio desiderio più profondo.
 
La vita di coppia non è un qualcosa di già preconfezionato, ma esige una costruzione costante e paziente da parte di entrambi, sperimentandone la difficoltà e talvolta il fallimento.
Ogni relazione incomincia con un incontro. Un pò alla volta ci si rende conto che si sta bene insieme, che si prova interesse l'un l'altro e si è pronti a rivelare qualcosa di sè.
Tutto è cominciato con un incontro, uno sguardo, un sorriso, una parola. Dopo i primi momenti, si è fatta viva l'esperienza di stare bene insieme, si sono manifestate sempre più intensamente la trepidazione dell'attesa, la gioia dell'incontro, la bellezza di essere in due. Si sviluppa un sentimento di attrazione che rende felici, reciprocamente "diversi" dagli altri amici, per cui si desidera stare da soli, parlarsi comunicare, manifestare la propria predilezione anche con gesti che con altri non si farebbe.
E' il momento dell'innamoramento: fenomeno indefinibile completamente, non traducibile in termini precisi, le parole possono esprimere solo gli effetti; diviene qualcosa di incontrollabile, spontaneo, può incanalare tutte le attività mentali. Lo scopo è quello di rompere il sistema chiuso della propria personalità individuale, abituando il soggetto a prendere decisioni, a progettare, a pensare e a sentire, tenendo presente l'altra personalità, con le sue aspirazioni, interessi, bisogni. Progressivamente emerge una realtà nuova: il noi, la coppia. A mano a mano che ci si conosce meglio, è probabile che ci si partecipi l'un l'altro del proprio mondo interiore dei propri sentimenti, così che la vita di ogni giorno diventa sempre più ricca di significato.
E' scelta gioiosa, entusiasmante, ma anche dura. E' l'incontro di due storie diverse, di tanti anni vissuti separatamente. Ognuno ha i suoi interessi, le sue idee; di qui viene la ricchezza dell'incontro. Ognuno deve rispettare la personalità dell'altro e aiutarlo a realizzare se stesso.

Il rapporto a due diviene così scelta di stare insieme, di camminare, di costruire una realtà nuova. Ed è l'amore: offrire la propria disponibilità a donarsi all'altro, con impegno di fedeltà reciproca. E' il passaggio verso la stabilità, la quotidianità, all'amore come scelta di vita. Tutto questo passa attraverso alcuni momenti di crescita, in cui si è protesi alla conquista di alcune tappe. Il superamento delle proprie posizioni, dei propri modi di pensare, di agire, rappresenta il primo passo concreto per andare incontro all'altro.
Lo svincolo e l'autonomia dalla propria famiglia d'origine, dalle regole, dalle modalità e dalle consuetudini che vigono in essa, rappresenta un passo decisivo per il costituirsi ed il vivere la coppia.
Le dinamiche della vita di coppia
del Dott. Argentino Cagnin
 




L'amore non è soltanto una relazione con una particolare persona: è un'attitudine, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo, non verso un "oggetto" d'amore. Se una persona ama solo un'altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore, ma un attaccamento simbiotico, o un egoismo portato all'eccesso. Eppure la maggior parte della gente crede che l'amore sia costituito dall'oggetto, non dalla facoltà di amare. Infatti essi credono perfino che sia prova della loro intensità del loro amore il fatto di non amare nessuno tranne la persona "amata". Poichè non si vede che l'amore è un'attività, un potere dell'anima, si ritiene che basti trovare l'oggetto necessario e che, dopo ciò, "tutto vada da sè". Questa teoria può essere paragonata a quella dell'uomo che vuole dipingere ma che, anziché imparare l'arte sostiene che deve solo aspettare l'oggetto adatto, e che dipingerà meravigliosamente non appena lo avrà trovato.
Quando amo veramente una persona, io amo il mondo, amo la vita. Quando dico "Ti amo", devo essere in grado di dire "Amo tutto in te, amo il mondo attraverso di te, amo in te anche me stessa".