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mercoledì 2 luglio 2014

༺Ƹ̵̡Ӝ̵̨̄Ʒღ༻,¤°´”` °•.¸O¸.•°´’`°¤,¸¯`*•.¸,¤°´”`°¤,¸.•*´¯)༺Ƹ̵̡Ӝ̵̨̄Ʒღ Lista dei desideri ༺Ƹ̵̡Ӝ̵̨̄Ʒღ༻,¤°´”` °•.¸O¸.•°´’`°¤,¸¯`*•.¸,¤°´”`°¤,¸.•*´¯)༺Ƹ̵̡Ӝ̵̨̄Ʒღ ...e dire che mancano ancora quattro mesi e più a Natale! ✰* ★

*´¨) ✾◕ ‿ ◕✾
¸.•´¸.•*´¨) ¸.•*¨)
(¸.•´ (¸.•` ¤   LUGLIO    ✾◕ ‿ ◕✾
 

Vorrei cento giorni a mia disposizione. So che sembra assurdo dopo il lungo periodo di assenza. ma questa volta lo vorrei diverso. Lo vorrei bello. Con tutte le cose che mi piacerebbe fare e che sogno da tempo. Tutti per me, per poter fare quello che non ho fatto fin'ora. Mi sono dedicata sempre a ciò che era primario nella vita (lavoro, doveri, tasse, rispetto, ecc...), ora ho bisogno di cento giorni per fare cento cose. Per riempire la mia vita, per non arrendermi, per sognare, per continuare... Forse ho solo bisogno di un ANTIBIOTICO per combattere la tristezza, la delusione, l'illusione, la gente, il mondo, la vita, Dio e Goldrake con le lame rotanti. づ。◕‿‿◕。)づ
                                                                           (。. ´∀`)ノ
                                             
 ‧ ⋱ ⋱ ⋮ ⋰ ⋰
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~⁀~ ⁀~⁀~⁀~⁀~⁀~ Forse perché è arrivato luglio ed ho bisogno di spensieratezza e di dedicare ogni singolo momento a me stessa! Non voglio essere egoista voglio solo trovare un modo per continuare ad essere felice.


Lista delle cose che farei:
- Andrei ad Istanbul;
- Mangerei Ostriche un giorno si e un giorno no;
- Vedrei tutti i telefilm che non ho visto fin'ora;
- Berrei solo birra al limone;
- Visiterei la fabbrica di cioccolato;
- Andrei a dormire sotto l'aurora a Rovaniemi, città di Babbo Natale;
- Calpesterei l'erba di Central Park a New York;
- Andrei a visitare la casa delle Streghe a San Francisco;
- Passeggerei fra i vicoli della zona presidenziale di Wisteria Lane;
- Farei la famosa foto con la Tour Eiffel alle mie spalle;
- Pescherei in Canada;
- Visiterei ogni virgola del Giappone;
- Guarderei qualcosa di maestoso (tipo: Gran Canyon, Everest, il deserto, ...);
- Vestirei di stracci, ma sarei felice;
- Riderei fino alle lacrime...
- E più me ne vengono più ne metto!

Ma basteranno 100 giorni?

sabato 21 giugno 2014

Estate


Rientra l'estate nelle nostre vite, anche se le aspettative non sono delle migliori perché fuori piove. Potremmo chiamarli "temporali estivi", ma qual'è la vera definizione per descrivere l'anima?
Poeti e scrittori gli hanno dedicato scritti, poemi e saggi e c'è da dire tanto su questa estasiante calura che comincia dalla mattina presto per poi ricevere un po' di refrigerio la sera. E intanto dentro di noi si insediano demoni come pessimismo e abbattimento, perché nell'era che viviamo adesso l'estate bella piena di sole e mare è passata. E' passata l'epoca della felicità e della spensieratezza perché la crisi ha abbattuto anche questo spiraglio di speranza e ci fa tutti più cattivi ed egoisti.
Ma qual'è l'istinto o la forza che ci porta a migliorarci ogni volta , ogni giorno?
Vivo una condizione di estrema tristezza quando l'aspettarsi delle stagioni non rendono l'immagine degli standard che devono essere. Dio ci ricorda che il sole è l'estate, allora cosa c'entrano le nubi e gli acquazzoni? Ci si sente soli in una notte buia ma cosa ci aspettiamo realmente dalla vita? 
L'estate dovrebbe essere la stagione delle risposte invece continuiamo a farci domande... Continuiamo ad aspettare persone o cose che non arriveranno mai... continuiamo ad aspettare una pacca sulla spalla che sappiamo benissimo non arriverà.
Poi all'improvviso ciò che desideriamo arriva ed è lì che ci accorgiamo dell'importanza delle cose e del valore che ne diamo. Arriva come un'onda improvvisa e ci rialza, ci solleva e ci fa vedere le cose sotto un altro aspetto.

martedì 17 giugno 2014

Rita Levi-Montalcini. Il mio ideale di donna

Un vecchio post iniziato dopo la festa delle donne per celebrare una donna per me speciale. Non importa se lo posto con tutte le imperfezioni di quando lo scrissi, ma ho voglia di parlarvene per darne visione e elogi ad una  piccola, ma grande esempio di vita. 

(¯`•´¯)*•❀•*…•..*•❀•*
…•..*•❀•
                                                                           
Rita Levi-Montalcini

✰        22 Aprile 1909

+ 30 Dicembre 2012

                      9 marzo 2014
Salve a tutti,
oggi voglio parlarvi di una donna, sì  una donna speciale. Voglio  dedicarle un post in questa domenica di vento e di tempesta.
Presa dai postumi dell'8 marzo voglio farvi conoscere Rita Levi-Montalcini, ma non come una ricerca scolastica o come una  consultazione su Wikipedia, ma come l'ho  incontrata  io, con occhi di sconosciuta ammirata, tramite interviste e fatti letti nel web, unica fonte che posseggo per documentarmi.
Inizio a scrivere il perché di questa scelta. 
Non ho mai avuto la fortuna di conoscere Rita Levi-Montalcini, ma ho ammirato la sua opera da sempre. Da piccola ne parlavano i miei fratelli. Da adolescente ne ho studiato la  scoperta. Da grande ne ho ammirato la potenza.
Dalla statura minuta e fragile, con i suoi occhi piccoli ed espressivi, con i suoi vestiti dal gusto antiquato, si mostrava una donna felice di fare quello che faceva. Fino alla fine ha portato alla gloria la sua missione e il suo desiderio di ricerca per appagare la sua curiosità. Forse è questo che mi accomuna a questa donna: la Curiosità. La curiosità di sapere, di soddisfare la mia sete di conoscenza e far disvelare i perché delle cose e di quello che accade.
In una delle sue ultime interviste, a "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, ha dichiarato che "Il '900 è l'anno della grande fiducia nella scienza (...). " Considerazione che condivido a pieno per la grande rivoluzione tecnologica e industriale che il mondo è stato testimone.  Con le nuove risorse tecnologiche l’industria e l’economia si sono evolute in poco tempo, un fatto che non sempre è stato positivo nel corso della storia.  Purtroppo, la mia eroina, ha vissuto in un epoca di mentalità antiquate. Essendo nata nel 1909 è stata testimone delle due guerre mondiali. Guerre che, oltre a portare distruzione e depressione, ha portato un filo di pensiero corrotto e violento: le leggi razziali. A queste leggi lei era più forte del pensiero in corso e sorrideva quando riceveva calunnie perché aveva una sua teoria, detta da lei Stupida: “L’uomo non nasce autore del male, ma diventa autore del male perché gregario”(…). 
Gioì quando vide la prima donna bigliettaia perché capì che il mondo stava cambiando in meglio dando un posto in società alla donna, non considerandola inferiore. Tradusse questa sua euforia in modo positivo pensando che finalmente i suoi studi possono essere capiti anche da altri senza l’appellativo di donna.
 “L’uomo è un fossile che porta il ricordo del passato” (…).
Quest’espressione mi colpì particolarmente perché in qualche modo ha saputo scrutare fra le nubi del mio animo e accettare la realtà delle cose che mi accadevano in quel momento.
 Ma non è di questo che voglio parlarvi. Voglio invece sottolineare a cosa si basava la sua vita. In molte interviste ha raccontato la sua storia e diventava sempre più frequente la domanda: “Perché non vi siete mai sposata?”. Un episodio che gli ha colpito profondamente fu a l'età di 5 o 6 anni, quando lei, entusiasta di una passeggiata domenicale con il padre, sfoggiava un grazioso  cappellino, a suo padre non piacque e glielo tolse con prepotenza. Fin dalla tenera età ha capito che mai un altro uomo avrebbe usato prepotenza contro di lei: “Non mi sposerò e non avrò figli perché nessun uomo mi debba comandare”(…).
Negli anni duri della seconda guerra mondiale si rifugiò in un piccolo appartamentino di Torino, si costruì un laboratorio di ricerca nella sua camera da letto e andava in giro per le colline a cercare uova. Una falsità smentita da lei stessa a Che tempo che fa di Fabio Fazio per invogliare i giovani a seguire le orme della ricerca. Sorridendo raccontava che con l’albume e un ago da cucito si inoltrava nelle scoperte dell’embrione e con il tuorlo ci faceva la frittata, ricordando il fratello  a cui non piaceva la pietanza.
Sempre umile, sempre grata alla vita di averle regalato un secolo di cui godeva magnificamente, tanto lucida da portare un messaggio hai giovani: “ La morte non conta niente. E’ necessaria, ma quello che conta è il messaggio che una persona tramanda(…)”. Positiva al testamento biologico, dichiarava che bisognava decidere per la propria vita e non per quella degli altri.

La sera della telefonata del premio nobel per la medicina lei leggeva un giallo di Aghata Cristie: Chi era l’assassino?

martedì 20 maggio 2014

Consapevolezza sui Social Network


Ho 422 amici, ma sono ancora solo.
Parlo con loro ogni giorno, eppure nessuno di loro mi conosce davvero.

Il problema che ho sta nella distanza che c’è
tra guardarli negli occhi o leggerli come un nome sullo schermo.
Ho fatto un passo indietro e aperto gli occhi.
Mi sono guardato intorno e ho realizzato
che i Media che noi chiamiamo “Social”, sono tutto tranne che “Sociali”
perché quando apriamo i nostri computer, in realtà stiamo chiudendo le nostre porte.

Tutta la tecnologia che abbiamo oggi è soltanto un’illusione.
La compagnia delle Comunità online ti dà la sensazione di far parte di qualcosa.
Ma quando ti disconnetti da questi strumenti di delusione,
ti risvegli e realizzi che viviamo in un mondo di confusione.

Un mondo in cui siamo tutti schiavi della tecnologia che abbiamo creato,
dove l’informazione viene venduta da qualche ricco avido bastardo.
Un mondo pieno di egoismo, narcisismo, auto-promozione,
dove tutti condividiamo i nostri “pezzi migliori”, ma non le emozioni.

Ci sentiamo dei gran fighi quando condividiamo in rete un’esperienza…
Ma è davvero lo stesso se non c’è nessuno lì con noi?
Sii disponibile per i tuoi amici e loro lo saranno per te.
Ma nessuno lo sarà se ti limiti a messaggi di gruppo.

Pubblichiamo ed esageriamo, bramando adulazione e riconoscimento.
Facciamo finta di non vedere l’isolamento sociale in cui siamo.
Mettiamo le parole in vetrina mentre spegniamo le nostre vite opache,
non sapendo nemmeno se qualcuno è connesso per vederle!

Lasciatemi chiarire una cosa: stare da soli non è un problema.
Se leggi un libro, dipingi un quadro o fai un po’ di moto…
Sarai stato produttivo nel qui e ora e non chiuso in te stesso.
Sarai stato sveglio e attento e avrai fatto fruttare il tuo tempo

Così, quando sei tra la gente e inizi a sentirti solo…
Pensaci un attimo e allontanati dallo smarthphone!
Non hai bisogno di fissare il menu, o la tua lista di amici.
Basta parlare con gli altri, imparando a convivere.

Non sopporto il silenzio di un treno pieno di pendolari presi dai loro cellulari,
dove nessuno parla per paura di sembrare matto.
Stiamo diventando asociali, non ci piace più
impegnarci in una vera conversazione e guardarci negli occhi.

Siamo circondati da bambini, che da quando sono nati,
ci hanno visto vivere come robot, e ora pensano che sia normale.
Probabilmente non sei il miglior padre del mondo,
se non sei in grado di intrattenere tuo figlio senza un iPad…

Quando ero bambino, non stavo mai a casa.
Ero sempre in giro in bicicletta con i miei amici.
Avevo scarpe da ginnastica consumate e ginocchia pieni di graffi,
Costruivamo i nostri rifugi segreti in alto, tra gli alberi.

Adesso i parchi sono così silenziosi da far rabbrividire.
Non vedo bimbi in giro e le altalene sono ferme.
Nessuno salta, nessuno gioca a campana, nessuno recita filastrocche.
Siamo una generazione di idioti, isolati nei loro smartphone.

Quindi alza gli occhi dal telefonino, spegni il display.
Immergiti in ciò che ti circonda, sfrutta al meglio la tua giornata.
Basta un solo vero contatto…
Per farti capire la differenza.

Sii presente nel momento in cui lei ti guarda per la prima volta,
così ricorderai per sempre quel colpo di fulmine.
Quando lei ti prende per mano la prima volta, o per la prima volta ti bacia.
Quando fate il vostro primo litigio e l’ami ancora da morire.

Quando vivi la vita senza perderti in centinaia di parole,
perché ti interessa solo condividerla con la persona che conta.
Quando vendi il tuo computer per comprare un anello
alla ragazza dei tuoi sogni, che ora è diventata reale.

Quando decidete di metter su famiglia, e quando per la prima volta
tieni in braccio tua figlia e ti innamori di nuovo.
Quando non vi fa dormire la notte e tutto ciò che volete è riposare.
Quando è ora di asciugarsi le lacrime perché lei lascia il nido.

Quando poi lei ritorna, con un neonato da cullare,
e quando ti chiama nonno e ti fa sentire davvero vecchio.
Quando ti accorgi di aver vissuto pienamente, solo dando la giusta attenzione alla Vita.
E come sei grato di non averla sprecata, tenendo lo sguardo basso su un qualche cellulare.

Quando tieni la mano di tua moglie, seduto accanto al suo letto,
dicendole quanto la ami e baciandola sulla fronte,
quando lei ti sussurra quietamente, mentre il suo cuore fa un ultimo battito,
quanto sia stata fortunata ad essere fermata da quel ragazzo che si era perso.

Ma nessuno di questi momenti sarebbe mai potuto accadere, non avresti mai potuto viverli
Se sei troppo occupato a guardare in basso, non puoi vedere le opportunità che perdi.

Quindi alza gli occhi dal telefonino, spegni il display.
La nostra esistenza è composta da un numero predefinito di giorni.
Non sprecare la tua vita impigliato nella rete,
perché quando arriva la fine non c’è niente di peggio del rimpianto.

 Anch’io sono colpevole di far parte di questo meccanismo,
il mondo digitale, dove ci si sente ma non ci si vede.
Dove digitiamo invece di parlare, e dove leggiamo invece di chiacchierare.
Dove trascorriamo ore insieme senza mai un contatto visivo.

Quindi non buttarti via in una vita dominata dalla vetrina.
Dai alle persone il tuo amore, non il tuo “mi piace”.
Disconnettiti dal bisogno di essere ascoltato e inquadrato.
Vai nel mondo, e lascia a casa queste distrazioni.

Alza gli occhi dal telefonino.
Spegni il display.
Smetti di vedere questo video.
Vivi la vita davvero.

Grazie di cuore all’Autore, Regista e interprete Gary Turk per questa “romantica” occasione di consapevolezza.

venerdì 2 maggio 2014

La vita è troppo breve per non realizzare i nostri sogni


E' proprio così: "La vita è troppo breve per non realizzare i nostri sogni". E non lo dico in base a vari stereotipi che il destino ci mette davanti come muri indistruttibili, ma in base alla nostra capacità di desiderare, di volere le cose. Siamo aperti ad ogni porta e possiamo saltare quel muro che blocca il nostro cammino. 
Io ne ho molti di sogni e non voglio certamente che rimangano chiusi in un cassetto.
Il monte Fuji
scattata da una mia amica giapponese
 originaria di Tokyo
Fin da piccola, come ho detto in un altro post, ho avuto sempre una fervida immaginazione, che, sembra strano, ma mi ha aiutato a superare molte difficoltà. No non dicevo bugie, solo che quando si è piccoli e frequenti le elementari con amichetti che parlavano della vacanza in famiglia e le domeniche al mare con mamma e papà, e tu sapendo che non hai mai fatto niente di tutto questo, dovevi per forza inventarti un escamotage per sopravivere, e così inventavo di lunghe passeggiate mai fatte e tramonti mai visti. Sarà per questo che amo tanto viaggiare e fotografo ogni istante di quello che sto vivendo: perché non l'ho mai fatto da piccola.
Ma veniamo a noi e parliamo di ciò a cui bramo fermamente: il 
╔══════════ ೋღღೋ ═════════╗
░░(¯`:´¯)
(¯ `•.\|/.•´¯)
 Giappone
╚══════════ ೋღღೋ ═════════╝
Fin da piccola ero affascinata da questa virgola nel mondo, dai tempi di Mademoiselle Anne. Ero piccola, avrei avuto almeno 9 anni quando, curiosa, chiesi a mio fratello informazioni e lui con gioia mi parlò del Giappone, patria dei manga, delle anime e di una cultura culinaria pregiata e salutare. 
E mio desiderio visitare questa terra incantata. Su you tube trovo vari filmati e rimango sempre estasiata dalla bellezza e il folclore che emanano. Loro amano tutto quello che desidero nella mia vita e che gente bigotta non riesce a capire: i manga, le anime, il sushi, gli Hashi, l'Ikeban, i Bento, il dolcissimo Totoro, Hayao Miyazaky  e tutto ciò che è giapponese, tranne terremoti e tsunami ヅ. 
Essere attratti da una cultura etnica fa sì che il mio bagaglio culturale e personale sia vasto e interessante. Ho letto vari testi e visto vari video di gente che ha avuto un'ottima impressione del Giappone e che poi ne ha divulgato la conoscenza, spero con tutto il cuore che questo mio desiderio si avveri e che non rimanga solo un compianto sogno mai realizzato.
Lux

sabato 26 aprile 2014

Quando fuori piove ed è primavera

 
Giornata primaverile?
Fuori piove e colgo l'occasione per scrivere e aggiornare il mio blog.
E da tanto che non lo faccio.
Saranno i pensieri, la noia e le preoccupazioni che mi hanno fermata tutto questo tempo. Ma fuori piove e noto che oggi, anche se è sabato, è perfetto per starsene a casa a guardarsi un bel film, oppure un ottimo telefilm, ultimamente sono la mia passione.
Sono giorni che il cielo ci dona queste giornate, giornate da passare in casa, coccolarsi nella vasca da bagno con i sali, o sul divano con stuzzichini, telecomando e copertina preferita.
Io dopo mesi di rinunce ho preferito il modo più dolce per farlo: preparandomi degli ottimi pancake alla panna guarnito di fragole.
 
Ingredienti per 6 pancake:
1 uovo;
1 cucchiaio di zucchero;
2 cucchiai di farina;
50ml di panna fresca;
1 cucchiaino di lievito;
5 fragole;
panna montata.
Procedimento:
In una ciotola amalgamare per bene uovo, zucchero, farina e lievito e alla fine aggiungere la panna fresca. Scaldare per bene una padella antiaderente e versarvi due cucchiai di composto. Quando i pancake cominciano a formare in superficie delle bolle dovute alla lievitazione girarle con cura. Frullare cinque fragole fino a farle diventare salsina e irrorare i pancake. Decorare con panna montata e fragole.
Una delizia!
 
Lo so. Non sono solita a scrivere ricette sulla mia Home, ma oggi voglio così... sarà la pioggia!
Dei pancake alla panna guarnito di fragole e un bicchiere di tè caldo al limone cambiano la tua giornata uggiosa in un sole per gli occhi e per il palato.
Beato chi ha creato i pancake! Le colazioni non potevano che essere migliori da quando esistono.
Lux
 

sabato 8 marzo 2014

3-9 Marzo 2014: X Settimana Europea della Consapevolezza sull'Endometriosi

Marzo...è diventato il mese più importante dell'anno. Inutile aggiungere il motivo...chi mi conosce lo sa...
E' diventato il mese della grande vittoria sull'endometriosi. Forse solo per una questione di fortuna, destino, fato...chiamiamolo come vogliamo. Forse perché quando non riesci più ad alzarti interviene qualcosa di sovrannaturale a cambiare le sorti della tua vita, perché tante e tante volte sei caduta e ti sei rialzata e chi ci guarda dall'alto ha apprezzato e compreso che quella sarebbe stata l'ultima volta. Sì, l'endometriosi ti porta a pensare di non rialzarti più, non ne vale la pena...ritorna sempre...ti toglie tutto. MA MAI, E RIBADISCO MAI, questa Bestia (io la chiamo così) deve vincere su di noi, MAI SI DEVE PERDERE QUELLO SPIRAGLIO DI SPERANZA che c'è sempre. Fortunatamente la scienza non è mai esatta, molto di più se si parla di endometriosi e infertilità, tutto è modificabile, tutto si rigenera...basta trovare L'EQUILIBRIO INTERIORE che rimette tutto in ordine...non la Felicità, non la serenità, ma un equilibrio stabile nel tempo che ci rimette in pace col mondo e ridimensiona anche la nostra visione della malattia. Non è facile...lo so...ma è l'unico modo per "impacchettare" la Bestia e portarcela quotidianamente senza più farci caso. L'amore, gli affetti più cari, il lavoro, la voglia di aiutare gli altri: gli unici elementi da mettere al centro della nostra vita...e la bestia??? RELEGATA IN UN CANTUCCIO!!! (Ovviamente dopo averla ben conosciuta, diagnosticata e trattata come si deve).
Date da ricordare:
- dal 3 al 9 Marzo - Settimana della Consapevolezza per l'endometriosi;
- 8 Marzo - Tavolo informativo di Taranto LIDER per avere maggiori notizie sulla malattia e sulla vicenda nazionale e regionale;
- 13 Marzo - Marcia mondiale per l'endometriosi a Roma, chi può vada!
- 15 Marzo - Evento di sensibilizzazione e flash-mob organizzato da A.P.E. Onlus a Roma, tutti presenti...siete già lì per il 13!
Marzo...un mese davvero da non dimenticare!
 

mercoledì 5 marzo 2014

Bello

Lecco
Da "La Vita è Bella" a "La Grande Bellezza", non è, non può essere un caso, se nelle ultime due vittorie all'Oscar nei titolo dei film incoronati risuona un aggettivo multiforme ma comune che fa un gran bene al cuore: BELLO.
 Bello, una parola che sembra nata assieme all'Italia, che in molti, in patria e fuori, definiscono, se vogliamo, senza grande originalità: Bel Paese.
 Ma non è una banalità, c'è che l'Italia è proprio bella. E' bella nella sua storia ricca e tormentata, straordinaria per la mole del suo patrimonio artistico e archeologico, fantastica per creatività ed impegno, invidiata per lo stile di vita, imitata per la sua moda e la gastronomia. Se non fosse per il nostro innato autolesionismo, per l'evidente incapacità di mostrarci davvero per quello che siamo, d'apprezzare quello che abbiamo, di valorizzare tutto quello che di bello e di buono sappiamo fare avremo ben pochi rivali nel mondo. Anche l'Oscar a "La Grande Bellezza" dimostra che all'estero ci apprezzano molto più di quanto siamo capaci di fare noi.
 Da Hollywood non è arrivato un omaggio a Roma, nonostante la sua unicità, ma all'Italia intera, sarebbe bello se fossimo capaci di trasformare quella statuetta in un iniezione di autostima, ne abbiamo un gran bisogno, non solo per superare una crisi maligna, ma per ritrovare noi stessi.
Dal Tg5 delle 13:00

venerdì 14 febbraio 2014

"L'arcobaleno sulla nostra foto... Segno che tutto andrà bene"...❤❤❤

Oggi, nel giorno di San Valentino, voglio ripristinare tutte le mie attività sul blog. Finalmente posso dire questa disavventura, almeno per ora, "finita". Ho preferito il silenzio perché non avevo ne l'umore ne l'entusiasmo di parlarvi tramite il mio canale web. E' strano, lo so, avevo tempo, avevo argomenti, ma non mi sentivo di raccontarle. Sarebbe diventato un blog triste, il blog più triste della storia di internet. Ora mi sento pronta, mi sento felice e vogliosa di raccontare l'odissea che ho vissuto, quella che tutti sanno, almeno chi mi segue. La mia pausa si chiama Endometriosi e raccontare tutti i giorni quanto ho sofferto in ogni post non mi avrebbe dato sollievo, anzi, sarebbe stata una tortura.
In questi due mesi di stand-by ho pensato a me, alla mia salute fisica e psicologica. Sono andata a curarmi e quando finalmente ho finito di eseguire tutti gli interventi che mi hanno imposto i medici, ho pensato solo al mio futuro, al mio arcobaleno che sorge dopo una tempesta feroce.
Si, il mio arcobaleno. Da quanto tempo lo aspettavo, non immaginate quanto. Ogni mattina quando mi alzavo, m'illudevo di vederlo nei miei occhi, nella mia mente, nel mio cuore. Fino a quando un pomeriggio, giorni prima dell'intervento, riposando, ho notato delle lucine colorate, ed eccolo lì, che mi chiama, che si fa vedere, per farmi sperare a cose buone. Si è fatto vedere tra i miei più cari ricordi. Si specchiava sopra la foto del bacio più bello della mia vita, che ho dato con sincero amore, l'amore più grande e forte, quello del mio matrimonio.
E così è la speranza, l'attesa, la preghiera, e quella che vince nella mia storia.
L'affascinante palpito di cuore davanti la scrivania del medico, il respiro flebile nelle sale d'attese mi hanno fatto vivere emozioni che mai avrei potuto provare.
Ora, sono qui, a credere al miracolo della vita e al ritrovamento della felicità.
Lux

domenica 1 dicembre 2013

☆☆☆ Buongiorno Dicembre ☆☆☆


☆☆☆ E' arrivato il mese più bello e più magico. Il mese di letterine scritte davanti al fuoco, di calze appese sul cammino, di alberi di Natale accesi ovunque, in casa, per le strade, nei negozi, di regali, del freddo e della neve, che qui da noi si spera sempre di vederla, di Babbo Natale  e naturalmente di buon cibo ☆☆☆

venerdì 29 novembre 2013

Babbo Natale sta arrivando in città

Ieri ho visto il film "Elf, un elfo di nome Buddy" e alla fine mi sono incantata per la canzone "Santa Claus is coming to town" che cantava la folla mentre aspettavano al freddo, a Central Park, qualcosa di misterioso.
Ho scelto la versione di Frank Sinatra, volevo dare un tocco di antico al mio video, col il grammofono che graffia e la sua voce che tocca il cuore.
Sono tante le cose che si possono dire su Babbo Natale, e su questa pagina del mio blog ho scritto non solo del vecchio straordinario che porta i doni ai bambini buoni, ma soprattutto del Natale, com'è nato e perché si festeggia.
Adoro il natale. Ogni anno lo aspetto con ansia e trepidazione. Amo ciò che significa, ciò che mi rallegra. E poi le luci, gli addobbi, le palle colorate, le candele... che fascino. La tavola imbandita di cose buone, fanno pensare solo a quanto siamo fortunati.
 I miei occhi brillano insieme alle luci dell'albero e il mio umore cambia in positivo, non perché è Natale, ma perché io il Natale lo porto  dentro tutto l'anno.
 

venerdì 22 novembre 2013

Il Fantasma del Natale passato

Oggi, 22 novembre, giorno di Santa Cecilia, cominciano le feste e l'avvento per il santo Natale. Per l'occasione vorrei proporvi un post-it che ho scritto sul blog I consigli della nonna nel Natale 2010. All'inizio della nascita del mio blog. Ogni volta che lo rileggo nasce in me sempre un'emozione e lascia tracce incolmabili.

"Vorrei tanto tornare indietro, ai Natali passati insieme, con la mia famiglia, quando eravamo piccoli e le giornate d'avvento le passavamo in campagna.
Ricordo la mia casa, quell'albero di Natale di pino vero, con appesi i mandarini, poche cose inutili, ma ci faceva felici. Ricordo le volte che ci mettevamo sul letto, io e i miei fratelli, a guardare la tv. Si, questi Natali voglio ricordare, quando tra noi c'era serenità.
Com'erano belli i Natali degli anni '80-'90!
Mio desiderio è che possa tornare nel cuore dei giovani d'oggi, quella sensazione che dovrebbe significare: 'Oggi è Natale, auguri!'
Mi sono portata dietro il mio bagaglio carico di speranza e ricordi, tutta questa strada con le mie forze: Sono reduce dei Natali degli anni passati...
...come non provare nostalgia per i Natali di una volta, quando gli abeti che addobbavamo erano veri e odorosi di resina! Quando i papà avevano più tempo da dedicare ai bambini e insieme si andava a cercare il muschio nei boschi per il presepe, mentre le mamme restavano a casa a preparare i tipici dolci natalizi, spandendo nell'aria fragranze deliziose.
Quando si cantava canzoni come 'Tu scendi dalle stelle, astro del ciel' ce ne siamo dimenticati!
Bello il Natale con le letterine sotto il piatto di papà, che iniziavano sempre con le stesse parole: "Caro Gesù Bambino, ti prometto che sarò più buono".
E gli zampognari esistono ancora?
Ricordo che attendevamo con trepidazione alla porta e li ascoltavamo suonare guardando con stupore quegli strani strumenti...
...del resto, chi ha più tempo per fermarsi ad ascoltarli, presi come siamo dagli affanni quotidiani?
'Ninna nanna, La notte Santa' erano queste le poesie che annunciavano l'arrivo del Natale.
Quando aspettavamo la sera del Natale per mettere il Gesù Bambino nel presepe e mangiare i cioccolatini appesi all'albero. L'atmosfera del Natale era così magica che predisponeva gli animi alla bontà e chi aveva litigato, coglieva l'occasione per rappacificarsi: solo perchè era Natale!
Erano tempi in cui i bambini credevano ancora a Babbo Natale...".
 
Auguri di Buone Feste
Lux

22 Novembre, cominciano le feste di Natale

 
 
Eccoci qui. Cominciano le feste più carismatiche dell'anno e oggi da noi si vive un momento dedicato tutto alla famiglia. Anche se non abito più a Grottaglie non rinuncio alla tradizione e ho portato con me il rito e la magia di addobbare l'albero di Natale. In verità ho già preparato il salone da quindici giorni per questo evento che mi entusiasma e mi rende felice. Stasera io e mio marito ci riuniremo a lume di candela, con il profumo dello sformato di patate in forno e le caldarroste sul fuoco. Staremo lì con la colonna sonora di un antico canto Natalizio, White Christmas cantata da Frank Sinatra, e dopo un buon film, La vita è meravigliosa di Frank Capra -che destino quei due nomi-. Staremo qui a passarci gli addobbi, a giocare, a rinnovarci il nostro amore. Sono momenti magici che  vorrei durassero tutta una vita.


giovedì 21 novembre 2013

Arriva il Natale


Arriva Natale.
Alcuni, ascoltando i commenti di piazza, sbuffano e diventano irritanti. Io invece l'adoro. Aspetto questo momento tutto l'anno. Perché è speciale. Perché nonostante il freddo è caldo. Del Natale è bello tutto: gli addobbi, il cibo, l'atmosfera. Soprattutto l'atmosfera. Quell'atmosfera intensa, magica e romantica nello stesso tempo. A fare da cornice a tutto questo sono le castagne arrostite a fuoco, la torta di mele, i biscotti alla cannella, l'odore dei mandarini e delle arance. Fanno si che le giornate siano magiche.
Adoro il Natale. Perché fa buona tutta la gente, o crediamo che lo sia.
Adoro il Natale perché quando passeggi per le strade gli addobbi sono fenomenali e le nostre passeggiate diventano un viaggio verso la fantasia. Quando si va al centro commerciale entri in un mondo diverso da quello che viviamo e vorremmo trasformare la nostra casa nella capanna di Babbo Natale. Le nostre case. In questi periodi sono più allegre, colorate, natalizie. Io domani, Santa Cecilia, finisco di addobbare l'albero. Addobbo la mia cucina con una ghirlanda natalizia. Faccio sbucare fra le tende un Babbo Natale di pezza, e decoro la mia casa con souvenir natalizi e candele, calde candele che donano alla casa un magico tepore. I film come Christmas Carole e la Vita è meravigliosa, le canzoni natalizie come Deck the hall e Adeste Fideles inondano i corridoi, mentre le luci dell'albero e del presepe si specchiano dalla grande finestra del balcone. Si, quello che noto sono le finestre, tutte colorate dalle luci, che brillano e fanno festa per le famiglie. Mi affaccio dal balcone e noto questo: luce che impazziscono, Babbi Natali che sbucano fra i tetti e siccome da noi la neve non arriva mai ci si accinge a spruzzare uno spray per darne l'effetto. Che risate. Che divertimento decorare la nostra casa. Che calore.... che amore.

domenica 17 novembre 2013

Costruire i ricordi

Manca più di un mese a Natale, e dentro di me sento già l'atmosfera magica che porta lo spirito natalizio. Le luci, i negozi addobbati, i film in tv, riscaldano l'aria di nuovi propositi e stampano un sorriso alla gente.
Quando ero bambina, non c'erano i DVD e i videoregistratori, ovvero c'erano, ma la mia famiglia non poteva permetterselo, era un lusso. Allora, il mio Natale significava poter vedere i classici Disnay, Fantaghirò e piccole storielle che trasmettevano su Italia 1, il canale dei cartoni animati con l'adorato Bim Bum Bam, e per mia madre Sette spose per sette fratelli, che all'epoca era un cult. Fino a quando all'età adolescenziale ho scoperto Dickens e il suo "Scrooge", e Frank Capra con la sua "Vita meravigliosa". Poi pian piano arrivò la Disnay e Scrooge si trasformò in zio Paperone e "Sette spose per sette fratelli" scomparvero. Ma ora sono dotata di tecnologia, ho il DVD e naturalmente il computer con Internet H24.
Ogni anno vengono sfornati nuovi classici, ma io sono affezionata al mio antico "Christmas Carol", in tutte le sue versioni, da Topolino al classico del 1939 in bianco e nero, fino all'ultima versione della Walt Disnay del 2009, dove Jim Carrey prestò il suo volto a Scrooge, fino alla versione degli anni novanta. Non cambia mai. Scrooge e sempre stato il tipo cupo, triste, scontroso, avaro della vita. Non ci si può far nulla. La sua antipatia e la sua avarizia colpisce nell'intimo e si pensa che un tipo del genere non apprezzerà mai lo spirito natalizio che vive nei cuori della gente buona, della gente semplice. Una storia bella da raccontare, da tramandare, da essere entusiasti. A dare vita alla tradizione della famiglia riunita per le feste, dei pop corn sul divano tutti insieme.
Questa è la tradizione che vorrei tramandare ai miei figli  un giorno, fin da piccoli. Perché presto quanto sembri, i figli non saranno più bambini e ci troveranno noiosissimi e antiquati e preferiranno uscire con gli amici, o stare soli in una camera. E' questo il tempo di costruire i ricordi e sensazioni piacevoli, che li accompagneranno nei loro natali.
 

giovedì 7 novembre 2013

Letterina a Babbo Natale


 
Caro Babbo Natale,
quest'anno voglio inaugurare le festività natalizie scrivendoti. Da noi comincia il 22 novembre, ma i negozi sono già addobbati ed io non capisco perché dovrei aspettare. Voglio scriverti una lettera, come quando facevo da bambina, quando esprimevo desideri e sognavo il dono che volevo mi portassi nella notte magica di Natale. E' vero, sono troppo grande per credere in te, ma non troppo grande per esprimere un desiderio.
Per farti capire meglio dovrei raccontarti di più di me, ma credo mi conosca già, dato le mie imprecazioni e i miei pianti. Dico solo una parola: Endometriosi. Capisci ora?
L'Endometriosi accompagna la mia vita da due anni e purtroppo non potevo far nulla perché non venivo creduta in passato, quando accusavo i sintomi. Ho sofferto nell'oscurità per dodici anni. Sono stata definita "pazza". Ora tu Babbo Natale puoi far qualcosa in questo stadio della malattia? Ho l'ultimo, il più grave, il IV stadio, dove sono in lista per un intervento di resezione del retto. Tu puoi far qualcosa per abbreviare la mia sofferenza? Lo sai che gli organi principali dell'apparato riproduttivo sono compromessi? Ovaie, vescica, vagina, utero, retto. Lo sai che questo sarà l'intervento dei dubbi e dei chissà?
Chissà se avrò un figlio... Chissà se mi metteranno la sacca... Chissà di quanti organi mi priveranno... Chissà... Chissà... Chissà...
E lo sai in che stato mi trovo ora?
A letto, piena di dolori, emorragica sia dal retto che dall'utero. Dolori che si protraggono dall'addome, alla gamba sinistra, fino alla schiena, che non mi permettono di camminare.
Caro Babbo Natale,
si può vivere così?
Ti chiedo con il cuore: è vita?
Non mi dire che ci sono bambini che muoiono di malattie e persone peggio di me. Non mi aiuta perché non mi basta! Io vivo in una patologia dove lo Stato non riconosce la gravità, a cui io pago ogni cura, ogni esame quando loro sono protetti, hanno diritto alla 104, quando io invalida a letto mi dicono di NO!
Non è giusto!
Ho sempre voluto vivere la mia vita con semplicità, senza chiedere di essere Wonder Woman. Volevo solo lavorare, cucinare bene, fare bene le cose, coltivarmi delle amicizie. Volevo avere sempre Parco della Vittoria nel Monopoly, comporre le parole con la Z e la H, come "Zucche" a Scarabeo, per avere il massimo dei punti. Volevo creare le Cake e i cupcake più romantiche e simpatiche. Volevo viaggiare, scoprire il mondo... e volevo formare una famiglia. Ora sono qui, a scriverti, pensando a mio marito e pensando a quante volte l'ho deluso, l'ho scoraggiato, l'ho amareggiato, per colpa di questa Bastarda che porto dentro, che non posso scacciare, perché anche se i medici mi operano lei è in me, è cronica e non posso farci niente!
Ti chiedo di farmi essere più calma, più riflessiva, più dolce, come la donna che mio marito a conosciuto prima della scoperta della malattia. Amante della vita...delle piccole cose... del Natale: Felice...
Lux

martedì 5 novembre 2013

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER I NOSTRI DIRITTI! FIRMA PER AVERE DIRITTI SULL'ENDOMETRIOSI

FIRMA ANCHE TU!
"Pur rimanendo convinti che la vera prevenzione si attui eliminando le cause che determinano le malattie e nel caso dell’endometriosi, come gli studi scientifici affermano, le sostanze inquinanti e le loro fonti, auspichiamo che la regione Puglia renda un servizio all'intera regione ed in particolare alle città di Taranto e Brindisi, caratterizzate da elevata criticità ambientale e sanitaria, si adoperi per l’istituzione e finanziamento del registro regionale dell’endometriosi, di studi epidemiologici e ricerche sulla incidenza delle malattie croniche invalidanti dell’apparato riproduttivo, nonché venga garantito un minimo di prestazioni sanitarie gratuite.
A tale scopo il Comitato ha lanciato una petizione on line a supporto della richiesta ufficiale alla regione Puglia ed invita a votare al link:
Il Comitato ringrazia caldamente i medici che hanno fornito un supporto scientifico alla richiesta: la Dott.ssa Annamaria Moschetti e il Dott. Agostino Di Ciaula.
L'Associazione Passeggino Rosso di Brindisi si è unita alla nostra richiesta."




COMUNICATO STAMPA DEL 5 novembre 2013
Richiesta della istituzione del Registro Regionale Pugliese per l’Endometriosi.
L’Endometriosi è una patologia che coinvolge globalmente la salute della donna con effetti psico-fisici spesso debilitanti. Si manifesta con cisti endometriosiche, fibrosi, aderenze a volte di tale gravità da sovvertire l’apparato riproduttivo della donna.
Secondo una stima del Census Bureau in Italia (2004) dovrebbero esserne affette 2.902.873 di donne.
Da studi effettuati risulta che l’endometriosi è una malattia che ha una grande interferenza sulla qualità della vita, determinando:

  • disturbi del sonno (81%)
  • rapporti sessuali dolorosi se non impossibili, con conseguenze nel rapporto di coppia (77%)
  • influenza negativa sulla propria vita sociale (73%).

 E’ stato appurato che la diagnosi certa arriva tardivamente, con un tempo medio >9 anni, compromettendo la possibilità di effettuare un trattamento adeguato per migliorare la qualità della vita, ridurre il rischio di sequele e complicanze, la malattia aderenziale pelvica, l’infertilità che interessa dal 30 al 40 % delle donne affette.

Tra gi esiti importanti si registrano le influenze negative sul lavoro  che riguardano il  79% delle donne che ne sono affette.

È anche importante sottolineare l’elevato rischio di endometriosi al quale sono esposte donne che vivono in aree geografiche caratterizzate da intenso inquinamento atmosferico, in particolare da attività industriali. Sono infatti noti da tempo i rapporti tra insorgenza di endometriosi e fattori ambientali.

È stato dimostrato che l’esposizione a inquinanti atmosferici ha un ruolo importante in modelli animali sperimentali di induzione dell’endometriosi e studi condotti su donne adulte hanno dimostrato un rapporto significativo tra la presenza di endometriosi ed elevate quantità di diossine nel fluido peritoneale. Un importante studio caso-controllo ha dimostrato un rischio elevato di sviluppare endometriosi in donne con elevate concentrazioni ematiche di diossine.

Tale rischio appare elevato anche in seguito a esposizione a PCB, composti simili alle diossine[1]. Recenti evidenze dimostrano con importanza crescente che, similmente a numerose altre patologie indotte da esposizione ambientale a sostanze inquinanti in donne gravide, l’esposizione a sostanze inquinanti durante la vita in utero può determinare la successiva comparsa di endometriosi in età adulta  a causa di alterazioni epigenetiche che si instaurano in epoca fetale.

Il 5 Novembre 2013 alle ore 9,30, presso il TEATRO PADRE TUROLDO, via Generale Pietro De Laclos a TARANTO, si è tenuta una conferenza stampa nella quale il Comitato Taranto LIDER, alla presenza del Dott. Gianfranco Orbello – ISDE Taranto, con il sostegno dell’Ordine dei Medici di Taranto e dell’ISDE Taranto – Associazione Medici per l’Ambiente, ha chiesto con forza  al governo regionale, al Presidente Vendola, all’Assessore alla Sanità, alla Giunta  e al Consiglio regionale, anche alla luce dell’elevato rischio ambientale e sanitario esistente in diverse zone della Regione Puglia, Taranto e Brindisi primis, che sia al più presto adottata una legge che introduca il Registro regionale per meglio caratterizzare tale malattia dal punto di vista fisiopatologico ed epidemiologico, permettere di organizzare strategie appropriate e minimizzare gli sprechi, primo necessario passo per la tutela della salute delle donne che nascono con questa terribile malattia cronica, tra le peggiori patologie emergenti.

 L’istituzione del Registro regionale dell'endometriosi, per la raccolta e l'analisi dei dati clinici e sociali riferiti alla malattia, avrà il fine di stabilire appropriate strategie di intervento, di monitorare l'andamento e la ricorrenza della malattia, di rilevare le problematiche connesse e le eventuali complicanze e di mettere in atto strategie di prevenzione primaria in zone a rischio.

Il Registro riporterà i casi di endometriosi, il numero di nuovi casi registrati annualmente e rappresenterà statisticamente l'incidenza della malattia sul territorio regionale.

La proposta di legge si dovrà occupare anche di favorire la ricerca finalizzata a individuare terapie che possano ridurre il dolore e la sintomatologia e istituire un Osservatorio sulla patologia con il compito di promuoverne la diagnosi precoce e la sua conoscenza.

In riferimento alla peculiare situazione tarantina facciamo presente, in particolare, che gli esperti Prof. Biggeri Annibale, Prof.ssa Triassi Maria e Dott. Forastiere Francesco, nell’ambito dell’incidente probatorio per stabilire le responsabilità nelle ipotesi di disastro ed inquinamento ambientale a carico dei vertici dello stabilimento siderurgico Ilva, raccomandano la prosecuzione della indagine sulla “caratterizzazione della fertilità e della salute riproduttiva” affermando che “Questi aspetti non sono stati considerati nella presente indagine ma devono essere valutati con attenzione specie in relazione ai possibili effetti tossici degli IPA e delle diossine.”

Pur rimanendo convinti che la vera prevenzione si attui eliminando le cause che determinano le malattie e nel caso dell’endometriosi, come gli studi scientifici affermano, le sostanze inquinanti e le loro fonti, auspichiamo che la regione Puglia renda un servizio all’intera regione ed in particolare alle città di Taranto e Brindisi, caratterizzate da elevata criticità ambientale e sanitaria, si adoperi per l’istituzione e finanziamento del registro regionale dell’endometriosi, di studi epidemiologici e ricerche sulla incidenza delle malattie croniche invalidanti dell’apparato riproduttivo, nonché venga garantito un minimo di prestazioni sanitarie gratuite.

A tale scopo il Comitato ha lanciato una petizione on line a supporto della richiesta ufficiale alla regione Puglia ed invita a votare al link:

https://secure.avaaz.org/it/petition/CHIEDIAMO_AL_GOVERNATORE_DELLA_REGIONE_PUGLIA_UNA_LEGGE_PER_LA_TUTELA_DELLE_DONNE_AFFETTE_DA_ENDOMETRIOSI/?copy

Il Comitato ringrazia caldamente i medici che hanno fornito un supporto scientifico alla richiesta: la Dott.ssa Annamaria Moschetti e il Dott. Agostino Di Ciaula.
 
Detto ciò, in Italia vi è dal punto di vista legislativo una situazione di stallo. A ottobre del 2012 l'endometriosi è stata inserita nelle tabelle dell'INPS come causa di invalidità civile. Il mese successivo, però, l'aggiornamento delle tabelle è stato bloccato ed è tuttora fermo. Le nuove tabelle aggiornate con le patologie dell'apparato riproduttivo femminile compresa l’endometriosi non sono ancora in uso perché non è ancora stato firmato il decreto legge sulla modifica. Le tabelle in uso ai medici di commissione sono quelle del 1992 e si  attende 1a firma.

Il Comitato, unendosi al coro delle tante associazioni nazionali per l’endometriosi che da tempo richiedono la firma del Ministro Lorenzin, si è attivato presso il Parlamento per sollecitare la conclusione dell’iter e per permettere alle donne affette da tale patologia di poter richiedere ed ottenere l’invalidità civile.

Il Comitato ha anche richiesto che la malattia sia inserita nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, perché alle donne affette venga garantito un minimo di prestazioni sanitarie gratuite.

Per concludere, ci rivolgiamo direttamente alle donne affette da endometriosi. Attualmente nella nostra città non esiste un centro di ascolto dedicato in grado di dare sostegno psicologico e le dovute informazioni al momento della scoperta che appare, in quei momenti, più di una condanna. Esortiamo queste donne a non perdersi in un tunnel che inizialmente può sembrare senza uscita. Il percorso, dalla diagnosi in poi, è irto di ostacoli, ma può essere condiviso con donne che stanno vivendo la stessa esperienza, collaborando con gruppi e associazioni impegnati a mantenere alta l‘attenzione sulla malattia ed aiutando altre donne informando il più possibile, tutto ciò fa sentire meno sole e può alleviare tanto dolore, un dolore compreso a fondo solo da chi lo conosce in prima persona. Il Comitato, per sensibilizzare i cittadini ed invitare a firmare la petizione on line, organizzerà alcuni tavoli informativi in giorni da stabilire. Chi sente di voler essere protagonista e non vittima può contattarci sul gruppo FB https://www.facebook.com/groups/tarantolider23032011/ e all’indirizzo email: tarantolider@libero.it.
Verranno date maggiori informazioni anche su www.tarantolider.it .

Il Comitato Taranto LIDER ci tiene a sottolineare di non ambire ad essere un’associazione a sostegno delle donne affette da endometriosi, ma il suo ruolo si limita a fungere da cassa di risonanza per una problematica gravissima e sottovalutata che colpisce un gran numero di donne della nostra città e provincia.