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mercoledì 31 agosto 2011

Il dolore

La vita umana oscilla, come un pendolo,tra il dolore e la noia: dei sette giorni della settimana, dice Schopenhauer, sei solo di dolore e di bisogno, è il settimo è di noia. Il dolore però non riguarda soltanto l'uomo ma investe ogni cosa. Tutto soffre, dal fiore che appassisce all'animale ferito; e se l'uomo soffre di più e perchè, avendo maggiore consapevolezza, è destinato a patire maggiormente l'insoddisfazione del desiderio e le offese dei mali. Per la stessa ragione il genio, avendo maggiore sensibilità rispetto agli uomini comuni, è votato ad una maggiore sofferenza. In tal modo, Schopenhauer perviene ad una delle più radicali forme di pessimismo cosmico di tutta la storia del pensiero, ritenendo che il male non sia solo nel mondo ma nel principio stesso da cui tutto dipende.

domenica 28 agosto 2011

Il rimpianto

Forse siamo troppo occupati a sopravvivere se mentre ci regalano un sorriso non lo notiamo nemmeno. E quando un bivio davanti a noi ci confonde il cammino raramente ci lasciamo guidare dalla voce del cuore. Ci angosciamo al pensiero di quello che dobbiamo lasciare, preoccupati all'idea di dover scegliere senza capire che potrebbe essere una svolta importante in questo nostro splendido viaggio.
Quando scorgiamo una mano tesa, non sempre siamo disposti a stringerla, preoccupati di comprendere l'intenzione del gesto, senza valutare che può essere la vita e la gioia che solo un emozione può assicurare e difendere.
Eppure lo sentiamo il calore del fuoco! Ma per paura delle bruciature che ne possono derivare permettiamo al freddo di travolgerci.
Se nell'incertezza creiamo intorno a noi delle barriere sulla vetta più elevata, dove la purezza è incontaminata, avvertiremo solo il gelo dell'inverno.
Abbiamo a disposizione il mare e non scorgiamo quell'alba che si spinge avanti oltre le onde e lo scuro della notte.
Conosciamo l'intensità del cielo, ma ci attira solo quella nuvola grigia.
Ci è offerta la felicità, ma non siamo in grado di allontanare l'inquietudine serrando gli occhi davanti al cambiamento per il timore di osare.
Ci riserviamo quella lacrima perchè levi quel vuoto, ma per quale ragione?
Quando ci regalano un sogno non svegliamoci troppo presto, abbracciamolo!
Non aspettiamo domani per comprendere che quel bivio bisogna volerla e conquistarla.
Il treno della vita intanto, sarà sfrecciato sfiorandoci, di quel crocevia lontano, rimarrà il ricordo per una scelta...
... o forse per un rimpianto!

domenica 21 agosto 2011

Sorridi...

Sorridi... anche se il tuo cuore soffre...
...sorridi, anche se c'è rottura.
Quando ci sono nuvole nel cielo supererai... se sorridi.
Attraverso la paura e il dolore... sorridi...
e forse domani vedrai il sole venirti incontro splendente... per te...
... illumina il tuo volto con gioia...
...nascondi ogni traccia di tristezza,
anche se una lacrima è tanto vicina,
questo è il periodo in cui devi continuare a tentare.
...sorridi, a che serve piangere?
Troverai che la vita vale sempre la pena di viverla, se soltanto sorridi.
Questo è il momento nel quale devi insistere...
... sorridi, che senso ha piangere?
Troverai che la vita val sempre la pena di viverla, se soltanto sorridi!

lunedì 15 agosto 2011

Da dove veniamo? Cosa siamo? Dove andiamo?

Paul Gauguin, famoso pittore francese del XIX secolo, ad un certo punto della sua esistenza lasciò l'Europa per andare a cercare un "paradiso di felicità" in un'isola del Pacifico meridionale, come dice la sua biografia, egli desiderava trovare riparo dai dannosi effetti della civiltà. L'artista, col tempo, dovette riconoscere che anche sulle isole tropicali la morte aveva sempre la meglio sulla vita, che i problemi economici si erano trasferiti insieme a lui dalla Francia accompagnati dai suoi problemi di salute. Quando arrivò a queste deludenti conclusioni dipinse un quadro che intitolò "Da dove veniamo? Che cosa siamo? Dove andiamo?", con il quale l'artista cercò di esprimere la sua incapacità di comprendere il mondo.
La maggioranza dei cristiani sa che le risposte agli interrogativi sulla vita formulate da Gauguin nei suoi dipinti, e da altri prima e dopo di lui, si trovano nella Bibbia. Essa insegna che indipendentemente da dove, nel Pacifico o in qualsiasi altro luogo, è solo vivendo in armonia con il nostro creatore che possiamo trovare vera felicità. Ma cosa accade quando forti convinzioni di fede e di tradizione, radicate profondamente nel cuore della gente umile sono messe in dubbio da scienziati e studiosi? Se alla domanda "Da dove veniamo?", non potessimo più rispondere "Da Dio, il nostro creatore", ma fossimo persuasi a rispondere "dalle scimmie", come risponderemmo alle domande successive "Che cosa siamo e dove andiamo?". Di certo è molto importante avere le idee chiare su questo argomento: "Come ha avuto origine la vita, per evoluzione o per creazione?".
"Evoluzione è sinonimo di trasformazione, e la base dell'evoluzione è la trasmissione ereditaria dei caratteri, in altre parole, il fatto che tale trasmissione può subire mutazioni casuali per l'interazione con l'ambiente; sono queste mutazioni casuali che possono aprire nuove linee evolutive per la specie", questa è la definizione apparentemente semplice che l'Enciclopedia multimediale dà all'evoluzione.
Il famoso naturalista Charles Robert Darwin afferma che tutti gli esseri viventi deriverebbero da organismi antenati comuni, a loro volta evolutisi da cellule primordiali. Esistono varie teorie a riguardo, ma il Darwinismo punta sulla selezione naturale come conseguenza di una lotta per la vita. Stando a tale teoria, tutti gli organismi derivano da uno stesso gruppo di organismi originari. A parere di Darwin per lunghi periodi, i membri di una stessa specie non si modificano, ma sporadicamente compaiono individui diversi che possono dar luogo ad una nuova specie che rimpiazza la precedente o vive insieme con essa. Il processo avviene per una mutazione nel patrimonio genetico. Le mutazioni sono casuali e inevitabili. Alcune producono individui malati o inferiori, altre individui più adatti dei precedenti all'ambiente naturale. Darwin definì selezione naturale quell'insieme di processi che fa sopravvivere solo gli individui più adatti. Mutazioni casuali e selezione naturale producono quindi l'evoluzione. Nonostante Darwin sia vissuto all'inizio del 1800, le sue teorie sono fonti di attualissime discussioni. Nel 68° numero di "Quark", un articolo, intitolato "L'evoluzione, quella legge che spiega ogni cosa", dopo aver parlato della visione scientifica darwiniana, secondo la quale la vita ha avuto origine dalla casualità, afferma che lo spirito darwiniano non è un atteggiamento antireligioso o ateo e non sostiene che Dio esiste o no esiste (...); chi ha questo principio s'ispira; vuole provare a capire il mondo che ci circonda con la forza della ragione, indipendentemente da forze animiste o magiche o comunque sovrannaturali. Forse chi ha scritto questo articolo desiderava creare un punto comune con chi crede nel Creatore, ma probabilmente ha trascurato la possibilità di poter, con queste parole, turbare la loro sensibilità.
Come potrebbe coincidere l'esistenza di Dio con la teoria evoluzionistica di Darwin?
Questo porterebbe portare a pensare che l'uomo e la donna sono venuti all'esistenza sulla terra per merito di un'innumerevole serie di improbabili e complesse casualità e che da qualche parte in cielo c'è un Dio, creatosi anch'esso per caso, a cui l'uomo non deve nulla. Molto probabilmente non sarà il metodo scientifico basato sull'osservazione e la verifica sperimentale ad affermare con certezza che siamo stati creati da Dio, ma possiamo avere altri tipi di prove. Nel periodo in cui visse Darwin la maggior parte delle persone, era stata contagiata dalle idee positiviste, perciò le idee religiose potevano essere considerate leggittime, ma non appartenevano alla vera conoscenza in quanto non scientifiche. La storia c'insegna che questa corrente ideologica si banalizzò presto per la sua fiducia un pò troppo ingenua nel progresso. Oggi fortunatamente, esistono degli scienziati credenti come Marco Bersanelli che nel suo articolo dell'1/9/2006 intitolato "L'arco della domanda. Creazione ed evoluzione" afferma: "La ragione umana è più grande della ragione scientifica, ed è alla ragione umana nella sua interezza che è affidata la possibilità di riconoscere il creatore dal segno della creatura. Dio ha preferito non imporsi all'uomo con il vincolo di una dimostrazione, ma ha voluto sottoporsi al rischio del riconoscimento da parte di una creatura libera".
Alcuni fisici credono che Dio potrebbe aver prodotto direttamente i vari elementi chimici che compongono il nostro pianeta, altre teorie scientifiche ipotizzano che la terra potrebbe essere formata da materie espulse durante l'esplosione di una stella, qualsiasi sia il modo con cui Dio abbia creato la terra e l'essere umano, l'elemento fondamentale per rispondere alle restanti domande "che cosa siamo e dove andiamo?" è l'amore che Egli prova per noi. Noi siamo l'espressione del Suo amore e l'incontro tra fede e ragione sta nel fatto che Dio, nostro creatore, ha posizionato il sole alla giusta distanza dalla terra affinchè noi ci riscaldassimo senza bruciarci. Sta a noi ora identificare il sole come una semplice stella con le sue leggi e definizioni scientifiche o come un dono di Dio, ma certo non possiamo affermare che sia venuto all'esistenza per caso.