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mercoledì 26 giugno 2013

Incantevole Venezia


Venezia, la città dell'arte, della malinconia e del prestigio: questo straordinario scenario architettonico si sorregge su un arcipelago d'isolette, separate da una rete di Canali valicati da circa 400 ponti, un tempo di legno, poi sostituiti con altri in pietra, tutti ad arco. Il canale principale, che forma la maggiore arteria cittadina, è il celebre Canal Grande: valicato da tre grandi ponti, che ha la forma di una gigantesca 'S' rovesciata e divide la città in due parti disuguali a loro volta suddivise in sei sestieri: Cannareggio, San Marco e Castello sulla riva sinistra; Santa Croce, San Paolo e Dorsoduro su quella destra del canale. La viabilità acquatica, con gondole, barche, vaporetti, motoscafi, barconi, che fungano da taxi e mezzi di trasporto per persone e merci, prevale decisamente sul sistema di circolazione terrestre, costituite da poche vie principali e da un intrico di "calli", anguste e tortuose, che si sviluppano tra canali, rii, campi (piazze adiacenti alle chiese), campanili e fondamenta (vie che fiancheggiano i canali) che quasi mai sono percorribili con auto o moto. La singolarità dell'ambiente si spiega con la sicurezza che la posizione offriva dagli attacchi del mare e dei nemici: di fatto Venezia fu fondata da alcuni nuclei di profughi di Spina, Andria e Aquileia in seguito alla calata degli Unni nel V secolo d.C. Governata dai "Tribuni marittimi" e poi dal Doge sotto la protezione dell'impero bizantino, nel IX secolo la città divenne un gran porto commerciale, con una funzione di collegamento tra i mercati d'oriente ed occidente attraverso l'Adriatico: ma il suo predominio commerciale  si trasforma ben presto anche in prestigio militare. In pochi anni riuscì a dominare tutte le coste orientali dell'Adriatico spingendosi fino all'Oriente colonizzando territori e assicurandosi mercati di gran rilievo, rivaleggiando sul mare con Genova e le altre repubbliche marinare per affermare il proprio incontrastato dominio. prima i turchi, che scalzarono i veneziani da molte colonie orientali, e poi i fermenti della rivoluzione francese incrinarono questo perfetto governo aristocratico dove commercio e forza militare si sostenevano a vicenda. Nel 1797 una Venezia ormai molto indebolita, è assoggettata dal trattato di Campoformio all'Austria e, solo in seguito, è annessa all'Italia. Il Canal Grande, soprattutto se percorso in battello, offre una rapida visione d'insieme dei palazzi più belli di Venezia: dall'Accademia alla Cà d'Oro, dal Casinò al Palazzo della Biennale, dall'Università alla Chiesa della Salute fino al celeberrimo Ponte di Rialto, per arrivare a piazza San marco, dove il canale si apre e forma un'ampia molto ansa molto ariosa. La piazza, cuore di Venezia e simbolo dei veneziani, è un gioiello architettonico, una delle piazze più belle d'Italia, un miracolo in trachite e pietra d'Istria. Qui si
svolgevano un tempo le cerimonie religiose e civili e le magiche feste del Carnevale. I caffè ed i negozi che la circondano sono tutt'ora un vivace punto d'incontro della città. Di particolare rilievo è la lavorazione del vetro che è prodotta nell'isola di Murano da numerose aziende artigiane, maestre nella produzione di vetro soffiato e cristalli artistici. Molto bella è difficilissima, è la produzione delle così dette "murrine", decorazioni artistiche nelle quali il vetro colorato è soffiato e tagliato all'interno di globi di vetro limpido con grande maestria e straordinaria precisione. D'estremo interesse e poi la produzione dei merletti. Gli specchi veneziani, realizzate con le tecniche antiche, foglia d'argento su una lastra di vetro, arricchiti di cornici, sempre in vetro, dalle forme sinuose, plastiche e svolazzanti, continuano ad essere prodotti in numerosi laboratori artigianali.

2 commenti:

  1. eccomi non so esattamente se ti appaio iscritta come ambra-angy o col mio nome bho? io la tecnologia siamo poco affini ;)

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  2. Ciao,
    in realtà sui commenti risulti come Angela B, ma ti sei unita con il nome di Ambra-angy... sarà l'account di Google che riconosce la tua e-mail, ma tu ti sei registrata con un altro nome sul mio blog. Comunque mi fa piacere che mi segui. Baci

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