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lunedì 31 gennaio 2011

Il perdono

Desidero presentare l'amore a chi non lo conosce.

E' motivo di grande gioia per me poter condividere la mia entusiasmante "chiamata" alla vita dell'amore.
Prima di tutto rendo grazie a Dio per avermi donato un cuore di donna, un cuore caldo e inquieto, fatto per amare ed essere amato e ha separato per gli uomini questo mio cuore, circondandolo di un amore vasto e silenzioso, per renderlo terreno vergine affinchè la sua Parola che salva potesse penetrare nel più profondo del mio essere.
Mi ha parlato attraverso il profeta Osea, dicendomi:"La attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore... Ti farò mia sposa per sempre... e tu conoscerai il Signore (Os. 2,14-20).
Ed eccomi quì, accanto a lui, a vivere la più stupenda storia d'amore... misteriosamente scelta da Dio, mio Sommo ed Unico Bene, chiamata a contemplare il suo volto, celata agli occhi del mondo, come creatura sprecata, amo e vengo amata.
Mentre parla al mio cuore nel silenzio delle mie emotività il mondo intero è dentro me, come bimbo che si desta dal sonno. E' una folla infinita di gente che in me gli tende le braccia e che io presento a lui sempre, in una incessante offerta che ha le dimensioni dell'universo!
Offro ogni istante della mia vita totalmente a lui come l'ostia del mio Signore che si lascia mangiare ogni giorno... viviamo l'amore di Dio. Mi chiama a seguirlo, io... povera e crocifissa... passo dopo passo, e a camminare sulle sue orme, lasciandomi afferrare nella totalità del mio essere dal suo amore.
Dinanzi a un così smisurato amore è vivissimo in me il bisogno di gridargli continuamente: Grazie. Grazie per avermi scelta e fatta innamorare di lui. Grazie, perchè ogni giorno m'insegna sempre più, in un mondo sempre nuovo, la bellezza è il gusto della vita. Gioia del mio cuore, riposo della mia anima, mi abbandono al suo abbraccio che guarisce e dona pace.
Grazie Dio, perchè hai realizzato pienamente la mia vita, riempendo di gioia vera questo mio povero cuore di donna fatto per amare ed essere amato!
E nel silenzio in cui lo possiede, lo rende una culla dove rinasce al suo amore.
Guardiamo con amore le mani di Gesù: queste stesse mani, inchiodate al legno della croce, hanno accolto e guarito, hanno portato consolazione e conforto. Ogni guarigione è possibile e ogni vita può ritrovare, in qualsiasi situazione, il suo vigore.
In un certo punto della mia vita sono chiamata a mettere in pratica quanto sono stata attenta ad ascoltare e a chiedermi, quindi, con timore della risposta: che tipo di cristiano sono io? Chiamato ad accettare che l'altro ha sbagliato verso di me, che mi ha ferito, anche profondamente... per accettarlo così come è.
Spesso ho letto e sentito: "Gesù ti ama come sei" ed è il Signore il nostro punto di riferimento, la nostra luce, che ci porta anche in braccio se gli consentiamo di farlo. Ma io, con tutte le mie povertà, le mie miserie, la mia difficoltà ad accettare l'errore mio come quello degli altri, riuscirò in tanto?
Perdonare, Amare quindi, e comunicare il mio disagio, la ferita all'altro che mi ha deluso, nella speranza che non accada più, che comprenda, perchè Amare... mi ricordo bene... vuol dire anche Non Uccidere...

Sono stata anch'io la tua pena, sono stata anch'io un ladrone, sono stata anch'io tra la folla a gridare contro l'adultera, ma non voglio discutere nessuna condanna. Sicuramente non meritiamo il dolore... chi può meritarlo?
Ma non mi ribello, non mi ribello più.
In poco tempo ho compreso molte cose. Mi sentivo disgustata e senza dimora, ma, alla fine, non rifiuto questa condizione.
Siamo uomini liberi e soprattutto umani e possiamo essere superiori a chi ci ha fatto soffrire.
Non ti sei difeso, però mi hai detto parole che mi hanno confortato, che mi hanno scaldato il cuore, come se mia madre fosse venuta ad abbracciarmi: mi hai detto la verità.

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