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giovedì 17 ottobre 2013

Gocce migliori di speranza

Mi piace l’autunno.
Mi piace guardare fuori dalla finestra della camera della mia cucina e vedere le foglie catturate dal vento.
Mi piace il primo freddo, le coperte e il tè caldo.
Mi piace uscire nella bianca atmosfera autunnale, nella fredda natura che si riempie di caldi colori.
Mi piace il cambiamento, quando nella mia vita le vecchie foglie cadono, per lasciare spazio ai nuovi germogli.
Vorrei che fosse sempre autunno nella mia vita, come fuori dalla finestra della mia cucina.
Francesco Guccini disse: “Però non la sopporto 
la gente che non sogna.” E l'autunno è la vera bella stagione per sognare.
Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole.
E' difficile vivere questa sensazione, solo pochi condividono questo miracolo della natura. Dio ci ha donato l'autunno perché vivessimo l'era dei cambiamenti, delle scelte e delle decisioni. Non può arrivare in noi una folta primavera se prima non ci lasciamo spogliare dalla grazia dell'autunno. Autunno vuol dire decidere. Autunno vuol dire ammirare. Autunno vuol dire cambiare. E come noi, seduti davanti ad una finestra, vediamo l'autunno portar via i colori dell'estate al mondo e a vestirla di nuove sfumature, così dovremmo far noi. Il mio autunno è stato è sarà sempre l'era del mio cambiamento anche se questo comporterà, per la maggior parte dei casi, dolore. Ma un dolore buono. Un dolore facile da sopportare. Un dolore che si nasconde facile quando piove.
Il dolore buono è qui, ora, nel profumo di tutto ciò che rifiorisce... nella chiassosa allegria degli uccelli che emigrano... e nelle voci di bambini gioiosi che giungono dalla strada. Il dolore buono è qui, nel vento che soffia impetuoso e porta via le foglie, è sveste il mondo.
Il dolore buono e solitario , silenzioso e non si racconta a nessuno, è l'energia sufficiente a sgretolare la speranza, è la consapevolezza di aver avuto quattro occhi...  che non vedevano per uno... di aver parlato urlando con due voci, non essendo neppure sentiti... ora appare così la figura di quella felicità che ho voluto con tutto il cuore... e che per momentaneamente se ne è andata... e volo alto, perché ho capito che vale più una fase di tristezza tenera e sincera, che l'oblio di una vita infelice... perché la tristezza riempie solo per svuotare... e svuota... solo per riempire ancora, la coppa del nettare della gioia...
...Meglio un dolore che urla  che una ferita sempre aperta.

Gocce migliori di speranza per poter sorridere ancora...

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