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giovedì 7 novembre 2013

Letterina a Babbo Natale


 
Caro Babbo Natale,
quest'anno voglio inaugurare le festività natalizie scrivendoti. Da noi comincia il 22 novembre, ma i negozi sono già addobbati ed io non capisco perché dovrei aspettare. Voglio scriverti una lettera, come quando facevo da bambina, quando esprimevo desideri e sognavo il dono che volevo mi portassi nella notte magica di Natale. E' vero, sono troppo grande per credere in te, ma non troppo grande per esprimere un desiderio.
Per farti capire meglio dovrei raccontarti di più di me, ma credo mi conosca già, dato le mie imprecazioni e i miei pianti. Dico solo una parola: Endometriosi. Capisci ora?
L'Endometriosi accompagna la mia vita da due anni e purtroppo non potevo far nulla perché non venivo creduta in passato, quando accusavo i sintomi. Ho sofferto nell'oscurità per dodici anni. Sono stata definita "pazza". Ora tu Babbo Natale puoi far qualcosa in questo stadio della malattia? Ho l'ultimo, il più grave, il IV stadio, dove sono in lista per un intervento di resezione del retto. Tu puoi far qualcosa per abbreviare la mia sofferenza? Lo sai che gli organi principali dell'apparato riproduttivo sono compromessi? Ovaie, vescica, vagina, utero, retto. Lo sai che questo sarà l'intervento dei dubbi e dei chissà?
Chissà se avrò un figlio... Chissà se mi metteranno la sacca... Chissà di quanti organi mi priveranno... Chissà... Chissà... Chissà...
E lo sai in che stato mi trovo ora?
A letto, piena di dolori, emorragica sia dal retto che dall'utero. Dolori che si protraggono dall'addome, alla gamba sinistra, fino alla schiena, che non mi permettono di camminare.
Caro Babbo Natale,
si può vivere così?
Ti chiedo con il cuore: è vita?
Non mi dire che ci sono bambini che muoiono di malattie e persone peggio di me. Non mi aiuta perché non mi basta! Io vivo in una patologia dove lo Stato non riconosce la gravità, a cui io pago ogni cura, ogni esame quando loro sono protetti, hanno diritto alla 104, quando io invalida a letto mi dicono di NO!
Non è giusto!
Ho sempre voluto vivere la mia vita con semplicità, senza chiedere di essere Wonder Woman. Volevo solo lavorare, cucinare bene, fare bene le cose, coltivarmi delle amicizie. Volevo avere sempre Parco della Vittoria nel Monopoly, comporre le parole con la Z e la H, come "Zucche" a Scarabeo, per avere il massimo dei punti. Volevo creare le Cake e i cupcake più romantiche e simpatiche. Volevo viaggiare, scoprire il mondo... e volevo formare una famiglia. Ora sono qui, a scriverti, pensando a mio marito e pensando a quante volte l'ho deluso, l'ho scoraggiato, l'ho amareggiato, per colpa di questa Bastarda che porto dentro, che non posso scacciare, perché anche se i medici mi operano lei è in me, è cronica e non posso farci niente!
Ti chiedo di farmi essere più calma, più riflessiva, più dolce, come la donna che mio marito a conosciuto prima della scoperta della malattia. Amante della vita...delle piccole cose... del Natale: Felice...
Lux

5 commenti:

  1. Anch'io... forte forte forte...

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Cara Lux, la triste e cruda realtà è che finchè una moglie, una figlia, un'amante del ministro, deputato o segretario di partito di turno non si troverà a vivere personalmente e nell'assordante silenzio delle istituzioni tutte la tragedia che tu dignitosamente e quotidianamente stai vivendo, assieme a milioni di altre donne italiane, poco o niente si muoverà in concreto a livello normativo-previdenziale per chi soffre di questa terribile quanto ancora sconosciuta malattia.
    Posso però assicurarti che il tuo grido e voce di dolore e rabbia e la tue istanze di riconoscimento del diritto per te e tante altre italiane di vivere assieme ai vostri amati cari una vita degna di tale nome non restano e non resteranno inascoltate da parte di tantissime semplici e normali persone come me. Per cui vai avanti nella tua battaglia e non scoraggiarti, perchè stai facendo tanto e stai facendo bene.
    Ho letto con coinvolgimento e commozione le pagine del tuo blog e ho capito che sei una persona che nel cuore porta tanta felicità, ma anche tanta sofferenza pregressa, e ciò ti permette di essere un grande esempio di vita non solo per le persone che hanno la fortuna di starti accanto ogni giorno, ma anche per quelle come me che per semplice avventura si sono trovate a leggere qui alcune pagine del tuo cuore.
    Buona fortuna e cerca di continuare ad essere felice, nonostante tutto.
    Un lontano amico che spera un giorno lontanissimo di poterti riabbracciare, se lo vorrai.......

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  4. Grazie Mario Rossi per il conforto. Per me è prezioso che un estraneo si senta vicino alla mia causa.
    Ma nell'ultimo paragrafo hai detto di essere un lontano amico, allora ti nascondi in uno pseudonimo? Odio le persone che non hanno il coraggio di mostrare affetto alla luce del sole significa che nella vita non sono state mai sincere. Comunque ti ringrazio che apprezzi il mio Blog, questa è per me una valvola di sfogo, il mio specchio riflesso, comunico i miei sentimenti e mi fa sentire libera.

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